domenica 6 aprile 2014

TEOLOGIA DELLA GRAZIA



Teologia della grazia come scontro fra morte e vita


Gli innumerevoli spunti di Paolo consentono di abbozzare una specie di teologia della grazia, centrata sul tema dello scontro fra la morte e la vita. 

Male e decadenza ebbero origine dalla trasgressione di Adamo (Rm 5,18), che scatenò nel mondo la storia del peccato (5,12) e pose tutta l'umanità sotto il dominio della morte (5,17). 

Principio e fonte della vita è Cristo morto e risorto, nuovo Adamo in cui tutti siamo vivificati (1Co 15,22). 

La vita cristiana, che è la vita nuova di Cristo e in Cristo, è redenzione dalla colpa e liberazione dalla condanna (Rm 8,1), dal potere malefico del peccato (6,22; 7,24), dalla legge che pesa senza aiutare (Gal 3,13) e dalla morte fisica. 

Tutto ciò avviene mediante la risurrezione (1Co 15). Vita di grazia o cristiana è soprattutto lo Spirito Santo che abita in noi con la sua presenza personale, continua e attiva (Gal 4,6; 2Co 1,22; Rm 5,5; Ef 5,18; Col 3,16), rendendoci templi vivi di Dio e dimore dello Spirito (1Co 3,16; 6,19). 

Essa è una relazione intima e profonda con Cristo, che ci fa figli di Dio (Rm 8,14-17; Gal 4,4-7; Ef 1, 4-5), eredi con lui e nuova creazione (Gal 6,15; 2Co 5,17), persone nuove (Ef 4,21-24; Col 3,9-10), rivestite di Cristo (Col 3,27), rigenerate mediante il battesimo (Tt 3,5-7) per vivere la stessa vita di Cristo (Gal 2,20; Col 3,24) e divenire membra del suo corpo mistico (chiesa) di cui egli è il capo (Col 1,18; Ef 4,11-16).


Il cristiano vive nella e della carità, che è il primo dono e frutto dello Spirito Santo, superiore a tutti i carismi (1Co 12,31; 13,13). 

Deve, quindi, amare tutti con lo stesso amore con cui amano Cristo e il Padre. 

Caratteristica prima della grazia è la sua gratuità, che proviene dalla sovrana generosità del Padre.

Egli ha donato agli uomini il suo stesso Figlio Unigenito, il prediletto (Rm 8,32). 

Con lui e in lui ha donato la giustizia (santità e carità), che trionfa su ogni egoismo e fa sovrabbondare la grazia dove abbondò il peccato (Rm 5,15). 

Solo nella fede che viene dallo Spirito vi è speranza di giustificazione (Gal 5,5), anche se l'uomo può spegnere lo Spirito ricevuto (1Ts 5,19) e rendere inutile la grazia ricevuta (2Co 6,1). 

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