giovedì 10 aprile 2014

TERMINI E CONCETTI


Termini e concetti


I vocaboli della radice greca char sono numerosi: 

charis = favore, benevolenza, ringraziamento, ricompensa; chárisma = dono dato per benevolenza; charixomai = fare un dono gratuito, un favore, perdonare; charitoo = colmare di grazia, rendere amabile. 

Il Nuovo Testamento usa 155 volte il termine charis, di cui 100 volte in S. Paolo. 

In Gesù il concetto di grazia esprime l'amoroso chinarsi sui poveri, malati, disperati, perduti (Mt 11,5.28; Mc 10,26; Lc 15), il perdono senza limiti dei peccati (Mt 18,21-34), la ricompensa nel Regno (Mt 20,1-16) il dono della vita nuova (Lc 13,6-8; 7,35-50; 19,9). 

In Luca il termine indica il favore e compiacimento di Dio (1,30;2,40). 

Il saluto dell'Angelo nei confronti di Maria, checharitomene (Lc 1,28) piena di grazia, o meglio "ricolmata di grazia", ha una forza e un senso del tutto speciali, relativi alla sua missione e posizione nella storia della salvezza.

Negli Atti degli Apostoli, charis indica la forza che proviene da Dio o dal Cristo glorioso e accompagna l'attività degli apostoli, dando successo alla missione (At 6,8; 11,23; 14,26; 15,40; 18,27).

Gesù annunzia il vangelo e proclama il regno di Dio, che si compirà alla fine dei tempi col suo ritorno glorioso in cui manifesterà la sua giustizia. 

Esige, quindi, la trasformazione interiore (Lc 17,20; Mt 20,28; Mc 8,31-33) che stabilisce una particolare relazione con Cristo.


La metanoia, che provoca in noi, ci fa staccare da tutto e tutti: 

denaro e beni (Mt 6,19-21; Mc 10,17-27); 

diritti e onori (Mt 5,39-41; Mc 10,42-44); 

genitori, famiglia e parenti (Lc 14,26; Mt 10,34-39), per farci piccoli e poveri (Mt 5,3: 18,3-4) e renderci capaci di fare sempre e in tutto la volontà del Padre (Mc 3,35; Mt 7,21). 

Nel vangelo di Giovanni i beni portati da Cristo: 

vita, luce, spirito, ecc., sono tutti doni della sua grazia .

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