sabato 3 maggio 2014

ARMONIZZAZIONE



ARMONIZZAZIONE


L'armonizzazione è possibile se valorizziamo due elementi da tenere sempre uniti nei diversi approfondimenti e sistemazioni teologiche. 

Il primo è la grazia interiore, ossia l'aspetto invisibile e incalcolabile dell'amore divino che opera in noi. 

Il secondo è la grazia esteriore, che riguarda le mediazioni simboliche, sociali, politiche e le strutture del mondo, attraverso le quali anche la grazia può passare. 

Essi vanno tenuti presente, poiché consentono di vedere la grazia come nucleo intimo e compendio dell'intera realtà evangelica. 

La loro duplice dimensione costituisce un punto chiave della riflessione teologica, perché esplicita, approfondisce ed esprime maggiormente la ricchezza della grazia. 

Un altro elemento imprescindibile è la necessità di una stretta cooperazione fra la sovrana libertà e gratuità del dono di Dio e la libertà, sostenuta dallo Spirito, della risposta umana. 

Anche a questo riguardo la teologia della grazia deve affrontare le difficoltà e i problemi sollevati dalla mentalità moderna e contemporanea. 

Essi derivano dal mancato riconoscimento dei limiti delle capacità umane e dal rifiuto dell'umiltà che il messaggio dell'umiliazione, passione e morte in croce di Cristo comporta ed esige riguardo alla fede cristiana.


Di fronte ad esse la dottrina della grazia deve: 

a) sottolineare la storicità della grazia divina sia nel suo accadere nell'evento di Cristo, che nel suo comunicarsi nell'evento della chiesa; 

b) approfondire la grazia esteriore, ossia ciò che la fede scopre e identifica negli avvenimenti terreni, storici e sociali e afferra come offerte dell'amore divino; 

c) esprimere il paradosso evangelico della croce, ossia delle umiliazioni, sofferenze e contraddizioni della vita quotidiana, che riducono al silenzio le pretese immanenti e le illusioni intramondane. 

Così intesa, la grazia indica la vera apertura attuale alla vita eterna. 

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