lunedì 5 maggio 2014

DIFFICOLTÀ' A SPIEGARE LA GRAZIA



DIFFICOLTÀ' A SPIEGARE LA GRAZIA

Questa ricchezza e profondità del rapporto fra Dio e l'uomo spiega la difficoltà di ogni tentativo di definire il termine grazia. 

La stupefacente ricchezza di significati concentrati in questa parola spiega pure le ragioni per cui essa sia divenuta un tema centrale nella Rivelazione, la fede, la vita cristiana e la teologia.

Spiega pure gli ostacoli che la chiesa ha dovuto superare e le difficoltà che ha dovuto affrontare per assicurarne i giusti contenuti e la corretta comprensione teologica. 

Spiega infine perché, coinvolgendo quasi tutti i differenti trattati teologici, possa venire sviluppata secondo prospettive molto diverse, anche se complementari, e venire collocata in settori che vanno dalla teologia sistematica (antropologia teologica), a quella dei sacramenti, fino alla teologia morale e spirituale. 

Le definizioni sopra riportate mostrano pure le ragioni che hanno reso il XX secolo un altro importante momento di riflessione e comprensione della grazia. 

In esso si sono approfondite le dimensioni interiori, individuali e inesperibili su cui si concentravano le precedenti esposizioni, assieme all'attenzione alle sue dimensioni esterne, comunitarie, sociali e alle sue mediazioni ed esperibilità esterne. 

Questo arricchimento si deve, soprattutto, a due fattori: l'accresciuta sensibilità alle tematiche sociali, nel secolo XIX e XX; 

il concludersi di alcune idee tipiche della modernità. 

Ciò esige che un discorso contemporaneo sulla grazia, in Occidente, tenga conto che l'uomo si è abituato a ritenersi obbligato solo a se stesso, a non aspettarsi alcun dono o benevolenza, a ritenere tutto come dovutogli, a contare solo sulle proprie capacità e realizzazioni, ad attribuirsi il diritto esclusivo di negare o affermare sensi, valori e significati, in breve, a imporre esclusivamente la sua volontà di autonomia assoluta.


Tali idee e atteggiamenti, di matrice ideologica tecnicista e scientista, benché arretrate e confutate, condizionano ancora larghe parti della cultura attuale. 

Esse contrastano radicalmente con la capacità di pensare la vita come grazia o dono di Dio. 

Il dono di sé generoso e gratuito, che Dio ha attuato in Cristo diviene, pertanto, un'esigenza specifica dell'evangelizzazione, della catechesi e del dialogo interculturale del XXI secolo.

D'altra parte è egualmente necessario non attenuarne la portata mistica, soprannaturale e religiosa del tema, essenziale per il dialogo interreligioso. 

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