venerdì 2 maggio 2014

FEDE E TRADIZIONI



FEDE E TRADIZIONI

Un'altra esigenza sempre più urgente è l'incontro e dialogo della fede con le antiche tradizioni religiose o le nuove forme emergenti. 

La prospettiva della grazia non può trascurare il fatto che in alcune di esse, sia pure in forme estremamente diverse e imperfette, si possano trovare diverse istanze salvifiche quali: 

a) aspirazioni a incontrare Dio; 

b) desideri d'entrare in comunicazione, dialogo e comunione con lui; 

c) ricerca di un soccorso alla propria insufficienza, solitudine, limite e finitezza. 

Ovviamente, ogni religione è condizionata dalla propria concezione di Dio. 

Visioni cosmo-vitalistiche, monistiche, panteistiche di un dio impersonale, non distinto dal mondo, non consentono uno sviluppo adeguato delle predette istanze. 

Vi sono, tuttavia, forme religiose che esprimono aspetti più elevati.

Nell'induismo la Bhakti sottolinea l'amore, abbandono in Dio e unione del cuore con il Signore supremo. 

Essa risponde al bisogno di condivisione, amore, fede e visione, che l'uomo prova verso il divino. 

Essendo molto ricca di significato, è stata tradotta con vari termini: 

partecipazione amorosa, amore/fede, devozione, dedizione, attaccamento, affetto, fervore, fedeltà, adorazione. 

Ciò perché essa riguarda quello spazio in cui l'uomo si riconosce come partecipe del divino. 

Nella sua forma classica, ossia il Bhagavadgita, il testo indù che maggiormente promuove l'azione e la devozione, la bhakti, sul piano della conoscenza, mantiene la trascendenza del divino; 

su quello della rappresentazione, risponde al desiderio di vedere; 

su quello dell'attività e dell'affettività, mobilita le forze dell'uomo e le focalizza sul suo oggetto. 

Pure la mistica musulmana del Sufi vede Dio come polo di tutta la vita, al quale si accede per la via del puro amore, vertice della vita spirituale. 

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