martedì 13 maggio 2014

IL GIUSTO VIVRA' PER LA SUA FEDE



IL GIUSTO VIVRA' PER LA SUA FEDE


 "Il giusto vivrà per la sua fede" (Hab. 2:4): queste parole Dio le rivolse al profeta Habacuc, preannunziando in questa maniera che Egli avrebbe giustificato gli uomini per fede, "il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede" (Rom. 3:30).

Queste altre Scritture invece attestano che coloro che si basano sulle opere della legge non vengono giustificati e non verranno giustificati nel cospetto di Dio.

"Per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata" (Gal. 2:16);

"L’uomo non è giustificato per le opere della legge" (Gal. 2:16);

"Poiché tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: 

Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica! Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede" (Gal. 3:10,11);

"Per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto; giacché mediante la legge è data la conoscenza del peccato" (Rom. 3:20).

Per dimostrarvi come non si venga giustificati per opere ma solo per fede vi ricordo l’esempio di Abramo nostro padre. 

Ora, Abramo, secondo ciò che dice la Scrittura, fu giustificato da Dio mediante la sua fede nella promessa fattagli da Dio (cfr. Gen. 15:6), e questa giustificazione la ottenne dopo che egli uscì da Ur dei Caldei (cfr. Gen. 12:4) e dopo che egli diede la decima del meglio della preda a Melchisedec, sacerdote dell’Iddio altissimo (cfr. Gen. 14:20). 

Quindi, ribadiamo con forza le seguenti cose:

Abramo non fu giustificato da Dio perché o quando ubbidì all’ordine di Dio: "Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò..." (Gen. 12:1). 

Certo, nell’epistola agli Ebrei è scritto che "per fede Abramo, essendo chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo ch’egli avea da ricevere in eredità.." (Ebr. 11:8), ma rimane il fatto che non fu questo atto di ubbidienza di Abramo ad essergli messo in conto di giustizia;

Abramo non fu giustificato da Dio perché o quando diede la decima a Melchisedec; 

 certo, egli fece qualcosa di buono che Dio gradì (quella sua decima la ricevette in cielo uno di cui si attesta che vive), ma ciò nonostante non fu in virtù di quella opera buona che Abramo fu giustificato da Dio;

Abramo fu giustificato da Dio perché credette alla promessa di Dio secondo che é scritto: "Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia" (Rom. 4:3; Gen. 15:6); 

per questo anche Abramo non aveva nulla di che gloriarsi nel cospetto di Dio.

Ma vi è un altro esempio di un uomo giustificato da Dio per grazia mediante la sua fede, senza le opere della legge; è quello di quel pubblicano che Gesù disse che era salito nel tempio per pregare assieme ad un Fariseo. 

Egli "non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore" (Luca 18:13), e per essersi umiliato davanti a Dio, mediante la sua fede fu giustificato secondo che è scritto:

"Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato..." (Luca 18:14). 

Al contrario, il Fariseo che ringraziava Iddio di non essere rapace, ingiusto e adultero come gli altri uomini, e faceva notare a Dio che lui pagava la decima sulle sue entrate, che digiunava due volte alla settimana e che non era come quel pubblicano, non fu giustificato. 

Non è questo una ulteriore conferma che la giustificazione si ottiene soltanto mediante la fede per la grazia di Dio senza le opere? 

Certo che lo è. Errano dunque grandemente tutti coloro che affermano che per essere giustificati da Dio non è sufficiente la fede in Dio.

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