lunedì 19 maggio 2014

LA FORMULA DI SANDERS



LA FORMULA DI SANDERS


La formula coniata da Sanders per esprimere il nucleo della religione giudaica è “covenantal nomism”, il nomismo dell'alleanza.

Secondo questa prospettiva viene a cadere l‟accusa rivolta finora al giudaismo palestinese di essere una religione fondata sull‟osservanza delle opere della legge.

Allo stesso tempo però – e qui l‟opera di Sanders si mostra lacunosa - si è posti di fronte al problema di dover riformulare l‟obiettivo contro cui Paolo si scaglierebbe (e quindi l‟identificazione dei suoi oppositori) con la sua dottrina della giustificazione.

All‟ampio studio di Sanders sulle fonti antiche del giudaismo dai suoi critici viene rimproverato una non altrettanto approfondita trattazione della figura di Paolo su questa nuova ricostruzione dello sfondo religionistico (anche dal punto di vista contenutistico, più dei tre quarti del libro è dedicato al giudaismo e meno di un quarto a Paolo).

Un autore che sposando le tesi di Sanders si è impegnato in questa trattazione di Paolo è stato J.D.G. Dunn; 

nei suoi numerosi studi si è adoperato appunto per dare una nuova direzione all‟interpretazione complessiva di Paolo e del suo pensiero; 

emblematico è il titolo di un suo articolo del 1983: “The New Perspective on Paul”.


Dunn, sviluppando le tesi di Sanders, precisa che anche il giudaismo conosce la giustificazione per fede; 

e che l‟unico rischio che corre è quello di volersi tenere la legge per sé e di escludere i gentili obbligandoli ad osservare gli “identity markers” della loro religione (circoncisione, prescrizioni sui cibi e sabato). 

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