lunedì 12 maggio 2014

LA LEGGE NON GIUSTIFICA



LA LEGGE NON DA' GIUSTIFICAZIONE

Ma perché la giustificazione non si può ottenere mediante le opere giuste della legge? 

Il motivo per cui la giustizia non si può ottenere per mezzo delle opere della legge é perché la legge é stata data per dare agli uomini la conoscenza del peccato (cfr. Rom. 3:20) e per fare abbondare il peccato (cfr. Rom. 5:20), e non per rendere giusti gli uomini. 

Dio, per rendere giusti gli uomini, ha dato il suo Unigenito Figliuolo, infatti é tramite il Figliuolo che é venuta la grazia e che noi siamo stati giustificati.


Ora, abbiamo visto che la Scrittura dice che per le opere della legge l’uomo non può essere giustificato dai suoi peccati, perché la legge non ha il potere di giustificare il peccatore; 

vediamo quindi da vicino alcune di queste opere della legge che non giustificano chi le compie. Nella legge è detto: "Porterai alla casa dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, le primizie de’ primi frutti della terra" (Es. 23:19); 

"Se vedi smarriti il bue o la pecora del tuo fratello, tu non farai vista di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli al tuo fratello" (Deut. 22:1); 

"Ogni creditore sospenderà il suo diritto relativamente al prestito fatto al suo prossimo; non esigerà il pagamento dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione in onore dell’Eterno" (Deut. 15:2); 

"Allorché, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche manipolo, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l’orfano e per la vedova, affinché l’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l’opera delle tue mani. 

Quando scoterai i tuoi ulivi, non starai a cercar le ulive rimaste sui rami; saranno per lo straniero, per l’orfano e per la vedova. 

Quando vendemmierai la tua vigna, non starai a coglierne i raspolli; saranno per lo straniero, per l’orfano e per la vedova" (Deut. 24:19-21). 

Queste non sono che alcune delle opere buone che Dio prescrisse nella legge di Mosè perché ve ne sono molte altre. Esse sono tutte delle opere giuste; eppure per esse non si può essere giustificati dai propri peccati! 

Non è abbastanza chiara la Scrittura a tale riguardo? Certo che lo è per noi. 

Ma non per alcuni che invece dicono che si viene giustificati per le proprie opere. Ma costoro periscono per mancanza di conoscenza delle Scritture perché se le conoscessero e le tagliassero rettamente non direbbero tali cose.

 E’ scritto chiaramente in Isaia che tutta la giustizia dell’uomo è "come un abito lordato" (Is. 64:6), quindi non importa quante opere giuste fanno gli uomini per essere giustificati davanti a Dio, se essi non si ravvedono e non credono nel Vangelo continuano ad essere considerati dei peccatori davanti a Dio e questo perché non con le mani si fa qualcosa per ottenere la giustizia ma "col cuore si crede per ottener la giustizia" (Rom. 10:10), come dice Paolo ai Romani. 

‘E’ troppo semplice per essere vero!’, ci esclamano coloro che pensano di essere giustificati per le opere. 

Certo che agli occhi loro è troppo semplice e non credono che sia vero;

gli viene continuamente detto che si viene giustificati compiendo sacrifici e gli viene tenuta nascosta la parola che dice: 

"Mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia" (Rom. 4:5);

notate quel "a chi non opera" che significa ‘a chi non si appoggia sulle opere giuste per la sua salvezza’. 

Che cosa ci si può aspettare quindi che dicano? Sappiano costoro che "se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente" (Gal. 2:21).

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