mercoledì 21 maggio 2014

LUTERO E LA GIUSTIZIA



LUTERO E LA GIUSTIZIA


Prefazio all‟edizione completa dei suoi scritti latini, dell'edizione latina del 1545, WA 54, n. 185, 14ss; Works 34:337; 

Lutero colloca tale scoperta al tempo del suo secondo commento ai Salmi, le Operationes in Psalmos, del 1519; 

tuttavia già al tempo della Römerbriefvorlesung (1515) mostra di conoscere quel concetto di “giustizia di Dio” .

Dunque aveva scoperto che la giustizia di Dio non è quella che condanna, ma quella che salva!

Anzi, questa espressione, dikaiosýnē theoû, può ben rappresentare come una formula abbreviata del messaggio della giustificazione del peccatore: 

giustificazione per pura grazia, accolta mediante la fede. 

Al centro del vangelo paolino c‟è proprio la verità della giustificazione (del perdono) dell‟empio!

Portando avanti questa scoperta per lui tanto decisiva, in quel frangente storico Lutero identificò se stesso con Paolo che doveva lottare contro i giudaizzanti,

e – fatalmente – fu portato ad identificare questi ultimi con i teologi e con il magistero della chiesa di Roma, accusati quindi di sostenere una giustizia che viene dalle opere (a questo riguardo basta pensare alla questione tanto dibattuta delle indulgenze).


Da questo momento in poi, soprattutto nel mondo riformato inevitabilmente si interpretò Paolo quasi esclusivamente da questo punto di vista, attraverso cioè l‟esperienza personale della “conversione” di Lutero.

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