giovedì 15 maggio 2014

PER PAOLO LA LEGGE E' SOSTITUITA DA CRISTO



Per PAOLO la legge e' sostituita da CRISTO


Il punto per Paolo è che la Legge è stata sostituita da Cristo: 

la legge è stata un mezzo ad interim, si è rivelata propriamente come un mezzo per “restare dentro” (“stand in”), ma ora con Cristo non ha più la sua funzione (cf. Gal 3,23-29).

Volendo sintetizzare: mentre il Giudeo ha al centro la Legge, il cristiano per Paolo ha al centro Cristo.

Per quanto riguarda le “opere della legge” è difficile da dimostrare – come ha cercato fortemente di fare Dunn – che vengano attaccate da Paolo soltanto in quanto sarebbero gli “identity markers” dei giudei; 

la critica di Paolo si riferisce invece alla Legge nella sua interezza, soprattutto per la piega legalistica (e il vanto del giudeo) che essa porta inevitabilmente con sé: 

“L‟uso della legge per stabilire la propria giustizia è ciò che Paolo trova sbagliato nel giudaismo palestinese, includendo [l'uso da lui fatto] nella propria vita passata”.

Insomma, si può concludere che l‟esegesi paolina di Lutero non è stata poi così lontana dal Paolo autentico, come la recente ricerca ha voluto dimostrare, anzi, resta sempre tra le più genuine, ad eccezione della sua precipitosa identificazione spesso caricaturale tra il giudaismo legalistico e taluni aspetti del cattolicesimo medievale (che lo ha anche spinto verso un certo antisemitismo poi rivelatosi altamente nefasto, come sappiamo), fino ad arrivare alla classica dicotomia luterana tra “legge” e “vangelo”. 

La dottrina della giustificazione non può dunque essere ridotta ad un argomento strategico congiunturale (la missione ai gentili), volto ad affermare l‟uguaglianza soteriologica tra ebrei e gentili:

in realtà, per Paolo essa invece non è altro che lo stesso Regno di Dio predicato da Gesù: 

è la basileia di Dio il contenuto della dottrina paolina della giustificazione”.


Per l'apostolo, la giustizia di Dio, il Cristo di Dio, il popolo di Dio e il Regno di Dio sono tutte cose che vanno insieme in modo inseparabile. 

Non si tratta soltanto del problema della salvezza dell'individuo, ma della riconciliazione del cosmo e nell'avvento escatologico del Regno di Dio.

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