sabato 24 maggio 2014

RICEZIONE NEL MAGISTERO



La ricezione nel magistero recente e la sua rilevanza ecumenica

Senza soffermarci sulla storia della teologia, andiamo subito a esaminare come questo dato biblico sia ormai pienamente recepito nel magistero recente. 

La straordinaria rilevanza della giustificazione è pienamente colta dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica (2005): 

“La giustificazione è l‟opera più eccellente dell‟amore di Dio. 

È l‟azione misericordiosa e gratuita di Dio, che cancella i nostri peccati e ci rende giusti e santi in tutto il nostro essere” (n. 422).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) ne aveva parlato ai nn. 1987-1995, in particolare al n. 1991: “La giustificazione è accoglienza della giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo.

Qui la giustizia designa la rettitudine dell'amore divino”. 

Poi al n. 1994, che merita di essere citato interamente: “La giustificazione è l'opera più eccellente dell'amore di Dio, manifestato in Cristo Gesù e comunicato tramite lo Spirito Santo. 

Sant'Agostino ritiene che «la giustificazione dell'empio è un'opera più grande della creazione del cielo e della terra», perché «il cielo e la terra passeranno, mentre la salvezza e la giustificazione degli eletti non passeranno mai». 

Pensa anche che la giustificazione dei peccatori supera la stessa creazione degli angeli nella giustizia, perché manifesta una più grande misericordia” (cf. Sant‟Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 72, 3).


A livello di dialogo ecumenico un grande risultato fu ottenuto, ormai quasi dieci anni fa, con la Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale (31 ottobre 1999), di cui riportiamo alcuni passaggi: 

La dottrina della giustificazione ha avuto un‟importanza fondamentale per la Riforma luterana del XVI secolo. 

Essa l‟ha considerata l‟«articolo primo e fondamentale» e, al tempo stesso, la dottrina che «governa e giudica tutti gli altri aspetti della dottrina cristiana».

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