martedì 20 maggio 2014

STEHDAHL E LUTERO



STENDAHL E LUTERO


Il ripensamento di questa prospettiva classica luterana avviene con Stendahl; 

egli, oltre a distinguere tra il Paolo fariseo convertito e il monaco agostiniano Lutero preso dalle sue angustie di coscienza, trovò un appoggio alla sua posizione attraverso A. Schweitzer, secondo il quale la dottrina della giustificazione non rappresentava il centro del messaggio paolino, bensì soltanto “un cratere secondario”; 

essa è in definitiva una dottrina polemica a servizio dell'ingresso dei gentili nella salvezza promessa ad Israele (per questo secondo lui i capp. 9-11 di Rm assumono un‟importanza preponderante rispetto a tutto ciò che precede). 

Per Paolo non si trattava affatto di un problema della “coscienza introspettiva” dell‟individuo (come invece emergeva ad esempio nella lettura agostiniana che era stata ereditata da Lutero e estremizzata da Bultmann) bensì della storia della salvezza che si estendeva ora anche fuori di Israele, comprendendo Israele (aprendo così la strada all‟ipotesi delle “due vie di salvezza”).


Su questo filone di ripensamento delle vecchie convinzioni sulla giustificazione si situa l‟imponente opera di E.P. Sanders, in cui si confuta l‟opinione corrente sul giudaismo palestinese, di una religione cioè che sarebbe fondata sulla giustizia derivante dall‟osservanza della Legge (e delle opere della Legge), e che legittimava un vanto davanti a Dio. 

Esaminando con cura gran parte della letteratura giudaica coeva (con il grande apporto dei testi del Mar Morto, divenuti nel frattempo sempre più accessibili agli studiosi), Sanders intende dimostrare che anche il giudaismo del tempo di Paolo è una religione della grazia, quella dell‟elezione da parte di Dio manifestata attraverso l‟alleanza, e che l‟ingresso nel patto di salvezza per il popolo d‟Israele non è dato dall‟osservanza della legge, ma appunto per grazia d‟elezione; 

l‟osservanza della legge è richiesta dunque non per essere salvati (entrando nel patto), ma per restare dentro il patto (nel caso di peccati commessi, il pentimento e il culto sacrificale previsto dall‟alleanza è il grado di ottenere il perdono). 

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