lunedì 23 giugno 2014

IL LIMBO



IL LIMBO


Papa Pio VI condannò la proposizione del Sinodo che affermava che il Limbo è “una favola pelagiana”. 

Il Papa obbiettò che non è vero che il Limbo è una favola pelagiana. 

Il Papa però non disse che non era vero che il Limbo non esiste, per cui si può dire che egli non è entrato nel merito della questione. 

Probabilmente dietro la questione del Limbo nell’intervento del Papa contro il Sinodo giansenista c’era l’intento del Papa di difendere la dignità della natura umana e della legge naturale, alla quale fa riferimento la concezione tomista del Limbo, dignità che, come è noto, è negata dal pessimismo giansenista di origine luterana.

Padre Tomas non conosceva ovviamente né il Catechismo del 1992 né il recente documento della Commissione Teologica Internazionale, i quali suggeriscono l’idea che anche i bambini morti non battezzati siano salvi. 

Possiamo pensare che egli, con la sua grande fedeltà al Magistero della Chiesa, non avrebbe avuto difficoltà ad accettare i recenti chiarimenti da esso apportati.

In actu signato: come a dire: coscientemente; 

in actu exercito: in modo effettivo, ma non cosciente. 

Non è che l’accettazione sia una proposta, è piuttosto una accettazione fattiva di collaborazione con la grazia, che ci è stata infusa. 

Un altro commento di Giovanni di S.Tommaso è questo: 

l’infusione della grazia è il moto attuale con cui Dio muove il libero arbitrio disponendo l’anima al conseguimento abituale della grazia santificante.

L’infusione divina della grazia è il moto dispositivo da parte di Dio, che muove il libero arbitrio disponendolo al conseguimento abituale della grazia.  

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