venerdì 13 giugno 2014

INFUSIONE DELLA GRAZIA



INFUSIONE DELLA GRAZIA


Nell’Articolo 8 S. Tommaso mette in evidenza l’infusione della grazia.

Nell’Articolo 9 parla della grandezza dell’opera della giustificazione. 

Fatevi uno schema, che vi gioverà a considerare la grandezza di un’opera. 

Sotto un certo aspetto l’opera più grande è la creazione, sotto un altro è la santificazione e nella santificazione, sotto un aspetto ancora più grande, c’è la glorificazione dei giustificati. 

Sotto un altro aspetto c’è la giustificazione dei peccatori.

Infine, poi, S. Tommaso spiega nell’Articolo 10 che la giustificazione strettamente parlando non è un miracolo, questo soprattutto ex parte subiecti. 

Egli dice che l’anima umana è capace di Dio, è capace della grazia. 

Questo va preso con molta cautela, in quanto in qualche modo potrebbe farci pensare che la grazia sia dovuta all’anima. Non pensatelo mai! Altrimenti la grazia sarebbe annientata nella sua gratuità.

Questo capax Dei va spiegato in questo modo e cioè che l’anima è sempre in potenza obbedienziale alla grazia. 

Solo Dio, cioè, con il suo intervento, può attuare quella potenza, però è quella potenza obbedienziale che può chiamarsi specifica e non generica, nel senso che non c’è bisogno che Dio faccia un miracolo per creare il soggetto dell’infusione della grazia.

E’ solo Lui che può infonderla, ma il soggetto è già passivamente obbedienzialmente disposto a riceverla.

Vi feci l’esempio dei figli di Abramo, dei quali parla S.Giovanni Battista scagliandosi contro i farisei e dicendo: “Dio potrebbe suscitare i figli di Abramo da quelle pietre”. 

Ora il buon Dio e solo Dio può infondere la grazia all’uomo, ma per infondere una grazia alla pietra deve prima trasformare la pietra nell’uomo e poi infondere la grazia all’uomo. 

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