venerdì 27 giugno 2014

LIBERO ARBITRIO



LIBERO ARBITRIO

Questa è la caratteristica degli atti umani, e se non ci sono atti umani, non c’è possibilità di disposizione, se non c’è il libero arbitrio l’uomo non è in grado di disporsi. 

Notate bene questo: in S.Tommaso c’è un certo rigore causale non da poco; egli su questo punto è severo.

Occorre che ci sia la causalità efficiente, la mozione di Dio, la causalità formale, la grazia santificante, ma occorre anche la causalità finale, cioè la consecutio gratiae, ovvero il conseguimento della grazia. 

Ma occorre anche una causalità quasi materiale, cioè la causalità dispositiva. 

Ora questa causalità dispositiva è anch’essa prodotta da Dio, però da Dio tramite l’uomo. Iddio muove l’uomo a muovere se stesso e quindi a disporre se stesso tramite i suoi atti liberi.

Proprio nell’ad primum S. Tommaso si vedrà costretto a chiarire una vexata quaestio e cioè quella della giustificazione degli infanti o comunque degli impediti dell’uso della ragione. 

I teologi neoterici non hanno problemi, perchè si sono sbarazzati della questione in maniera estremamente sbrigativa, dicendo che in fondo il cristianesimo è qualche cosa di inconscio, il famoso modernismo che fa emergere i contenuti religiosi dall’inconscio. 

Lì ovviamente la domanda non si pone, ogni infante è già cristiano anonimo.

Invece in una teologia che comprende anche una antropologia seria, bisogna prendere altrettanto sul serio la causalità dispositiva. 

L’uomo diventa cristiano, cioè si riveste della grazia santificante, ovviamente non per merito suo, ma solo se Dio gliela infonde, però mai senza un atto suo.

 Vale proprio quello che diceva S.Agostino “Quel Dio che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te”. 

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