giovedì 26 giugno 2014

L'IO NEL MOTO



L'IO NEL MOTO

Quell’io che è compreso nel moto della giustificazione, non è un io inconscio, è l’io libero, che deliberatamente accetta la grazia di Dio.

Ora, come è possibile la giustificazione di chi non ha l’uso della ragione, per esempio i bambini che non hanno l’uso della ragione e anche gli adulti che eventualmente per malattia sono impediti? 

Qui S.Tommaso ammette una tesi molto rigorosa: 

la giustificazione di chi non ha il possesso del libero arbitrio non può verificarsi se non sacramentalmente, ovviamente, in virtù delle grazia battesimale.

La volontà per sua natura tende al bene intellegibile concepito dalla ragione. 

Tuttavia l’azione va al concreto, per cui in definitiva l’uomo desidera una beatitudine concreta nell’orizzonte del bene universale oggetto della volontà. 

Questa possibilità di passare dall’astratto al concreto, ossia al singolo bene (creato o increato), caratterizza il libero arbitrio.


Compia. 

Ossia la grazia dà forma all’anima, naturalmente una forma accidentale soprannaturale, che si soggetta nell’anima, la quale è la forma sostanziale naturale dell’uomo. Compiere. 

L’atto elicito, in psicologia filosofica, è l’atto direttamente emanante dalla volontà. 

Si distingue dall’atto imperato, che è atto o di un membro del corpo o di una potenza inferiore, comandato dalla volontà. 

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