giovedì 12 giugno 2014

POTENZA OBBEDENZIALE



POTENZA OBBEDENZIALE


C’è dunque una differenza tra la potenza obbedienziale generica e quella specifica. 

Questo perchè non pensiate che S.Tommaso ceda a quella tendenza a vedere nella grazia un’esigenza spontanea nella nostra anima.

Grazia è una parola che richiama la bellezza, la bontà, il fascino, la riconoscenza (la lingua italiana possiede una parola bellissima: grazie!).

Per la fede cristiana la grazia racchiude tutti questi significati e molto di più: 

designa l’amore che il Signore manifesta per tutti gli uomini. 

Tale amore culmina nel dono che Dio fa del suo stesso Figlio Gesù Cristo, il quale si fa uomo perché gli uomini diventino figli di Dio ed eredi dei suoi beni, chiamati ad abitare nella sua stessa casa, il Paradiso.

La grazia, cioè la vita divina in noi, è offerta da Dio generosamente, non viene mai negata alle nostre preghiere, e nella giusta misura ci soccorre nelle nostre necessità.

Gli uomini hanno un solo compito: 

quello di accoglierla. 

Per quanto possa sembrare incredibile, spesso l’uomo non accetta questo dono meraviglioso dell’amore di Dio. 

Ma Dio insiste e ripete a ciascuno di noi come al popolo di Israele: 

«Apri la bocca, la voglio riempire» (Sal 81, 11). 

Aprila dunque, altrimenti continuerai a vagare nel deserto, nella steppa, e sarai infelice.


Sant’Agostino, che aveva sperimentato la solitudine di chi è lontano da Dio, ha potuto pronunciare quelle famose parole: 

«Il mio cuore è inquieto, Signore, finché non riposa in te».

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