domenica 1 giugno 2014

RENDERE GIUSTO



Giustificazione =RENDERE GIUSTO

Dal latino justificare che significa rende­re giusto. 

In teologia il termine viene usato per in­dicare l’azione speciale con cui Dio, per mezzo di Gesù Cristo, rende giusti gli uomi­ni, liberandoli dal peccato e concedendo to­ro la grazia, che è una certa partecipazione alla vita divina. 

La giustificazione è azione esclusiva di Dio: è opera del suo amore misericordioso, per il quale l’uomo non può assolutamente vantare alcun merito. 


La prima formulazione esplicita e orga­nica della dottrina della giustificazione si trova in S. Pao­lo (specialmente nelle lettere ai Romani e ai Galati). 

I punti fondamentali della dottrina paolina riguardo a questo insondabile miste­ro sono tre: 

1°, l’incapacità dell’uomo di pro­curarsi la giustizia con le sue forze. Con que­ste egli non può che soccombere al peccato, che non consiste tanto nella violazione della legge (mosaica o naturale) quanto nella pre­tesa di autogiustificarsi (Rm 2, 12 s.); 

2°, la misericordia di Dio che nel giustificare l’uo­mo non si basa su ciò che può trovare in lui (opere buone, osservanza della legge ecc.) ma esclusivamente sulla sua sconfinata bon­tà; 

3° l’azione di Cristo, che è il momento es­senziale della giustificazione: "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Gesù Cristo"(Rm 3, 24-25). 

Gesù Cristo col versamento del suo sangue per noi, è diventato "lo stru­mento di espiazione" del nostri peccati(Rm 3, 25). 

L’attuazione storica della salvezza dell’umanità passa attraverso la giustificazione e la giustificazione passa attraverso Cristo. 

Così è Cristo stesso a rivelare la nuova via prescelta da Dio per condurre l’umanità alla deificazione: 

è Cri­sto morto e risorto. 

Essere giustificati signi­fica diventare partecipi della sua morte e ri­surrezione. 

E' quanto avviene simbolicamen­te attraverso il battesimo.

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