sabato 5 luglio 2014

DIMENTICARE AFFETTIVO



DIMENTICARE AFFETTIVO

Ovviamente non si può dimenticare sul piano intellettuale. Si tratta di un dimenticare affettivo, un non volere più ricordare.

E’ necessario che sul piano affettivo l’animo dell’offeso si plachi rispetto all’offensore e che sia di nuovo in pace con l’offensore. 

Ora questo vale anche per Dio. E’ necessario infatti che nella remissione del peccato Egli ristabilisca la pace tra Lui e noi. 

Ovviamente l’iniziativa è tutta sua, è necessario che si plachi nei riguardi di noi che lo abbiano offeso. 

Questo placarsi che è proprio l’essenza della riconciliazione e del perdono, questo ristabilire la pace nei riguardi dell’offensore, non può avvenire mai senza un atto particolare esplicito di amore verso la persona dell’offensore.

Chi perdona ama! In S.Tommaso i due termini si intrecciano strettamente tra loro: amore e perdono. 

Quindi il perdono di Dio è una espressione sublime del suo amore per noi. In sostanza il Vangelo è tutto lì.

La lieta Notizia è la notizia della salvezza, solo che Iddio ci ha perdonati perchè ci ha amati.

Il perdono di Dio suppone un esplicito, gratuito e del tutto immeritato amore di Dio per noi.

Noi non solo non abbiamo meritato l’amore di Dio, anzi lo abbiamo demeritato. Il Signore per perdonarci l’offesa, la quale consiste nel peccato, deve in qualche modo farci rientrare nelle sue grazie. 

Per farlo deve assumere un nuovo (nuovo tra virgolette perchè Dio è eterno) atteggiamento di amore nei nostri riguardi, quindi che ci ami sotto un titolo nuovo.

L’argomentazione di S.Tommaso è quella di affermare di nuovo la metafisica dell’amore di Dio. 

Cioè è metafisicamente impossibile che Iddio ami un bene presupposto. 

Dio non presuppone il bene che ama, ma Dio produce amando il bene che ama. 

Tra l’amore della creatura, di noi uomini e anche degli angeli, e l’amore di Dio c’è una grossissima differenza, cioè che in Dio si presuppone un solo bene, che è il bene di Lui e della sua essenza divina increata. 

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