martedì 29 luglio 2014

GIUSTIFICAZIONE ATTIVA



GIUSTIFICAZIONE ATTIVA

Per S.Tommaso, invece, la giustificazione attiva è l’atto con cui Dio conferisce la giustizia all’empio, o comunque conferisce la sua giustizia. 

Ovviamente ciò con cui Dio agisce sull’uomo, dandogli la sua giustizia - vedremo poi che cosa è questa giustizia -, è Dio stesso, cioè un qualche cosa di increato.

Lo sapete già dalla teodicea  che l’agire di Dio non si distingue dalla sua divina essenza, per cui ovviamente anche l’atto di Dio è increato. 

Invece la giustificazione passiva è un effetto creato di questa azione di Dio sull’uomo. 

In che cosa consiste questo effetto increato di Dio sull’uomo? 

Non è la stessa grazia nella sua essenza statica; 

la giustificazione è certo grazia, ma è conferimento della grazia più che qualche cosa di dinamico o che un processo.

S.Tommaso appoggia questa tesi sulla stessa etimologia della parola o meglio sulla forma grammaticale della parola iustificatio, cioè “rendere giusto”. 

La giustificazione è ancora, dice S.Tommaso, motus ad iustitiam, è un movimento il cui termine merita appunto la giustizia.

Quindi la giustificazione passiva deve essere definita proprio come un essere mossi passivamente dalla parte dell’uomo, essere mossi alla giustizia. 

Tutti i moti sono definibili dal loro punto di arrivo; bisogna riflettere sul significato di questa parola iustitia. 

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