giovedì 24 luglio 2014

REALTA' TRAGICA DEL PECCATO



REALTA' TRAGICA DEL PECCATO


Ed è proprio quello che si produce nella tragica realtà dell’essere peccatori. 

Noi, nello stato di peccato, siamo abitualmente avversi a Dio. 

Cioè non solo non possediamo la partecipazione della divina natura, non solo siamo privi della grazia, ma siamo avversi rispetto alla grazia, siamo in contrasto con la grazia nello stato di peccato.

Perciò nello stato attuale, in cui l’uomo si trova, la giustificazione non può aver luogo se non con la iustificatio impii, cioè la giustificazione del peccatore e quindi avviene solo con il moto dal contrario al contrario. 

In qualche modo bisogna che Iddio per santificarci ci strappi anzitutto alla miseria del peccato, per poi darci il dono della partecipazione alla sua divina natura.

In questo senso ovviamente la giustificazione dell’empio in quanto empio, non può che comportare la remissione dei peccati, cioè occorre che il peccato ci sia prima rimesso, perchè poi possiamo diventare amici di Dio, partecipi della sua divina natura.

Quindi la conclusione di S.Tommaso è che la giustificazione dell’empio è il passaggio dallo stato di ingiustizia, per mezzo della remissione dei peccati, allo stato di giustizia, che costituisce il termine di tutto il moto.


S.Tommaso colloca la remissio peccatorum nel termine a quo, il che vuol dire che nello stato in cui noi ci troviamo in partenza siamo dei peccatori; 

ora questo stato di partenza deve essere distrutto tramite la remissio peccatorum e il momento susseguente è il dono della giustizia. 

Noi ci muoviamo dal peccato alla santità per mezzo della remissione dei peccati. 

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