sabato 30 agosto 2014

ANALOGIA OPERE CARNE E PUREZZA



ANALOGIA OPERE CARNE E PUREZZA


Esiste, dunque, una significativa analogia tra ciò che Paolo definisce come « opere della carne » e le parole con cui Cristo spiega ai suoi discepoli ciò che prima aveva detto ai farisei circa la « purezza » e l’ »impurità » rituale (cf. Mt 15,2-20). 

Secondo le parole di Cristo, la vera « purezza » (come anche l’ »impurità ») in senso morale sta nel « cuore » e proviene « dal cuore » umano. 

Come « opere impure » nello stesso senso, sono definiti non soltanto gli « adulteri » e le « prostituzioni », quindi i « peccati della carne » in senso stretto, ma anche i « propositi malvagi… i furti, le false testimonianze, le bestemmie ». 

Cristo, come abbiamo già potuto costatare, si serve qui del significato tanto generale quanto specifico dell’ »impurità » (e quindi indirettamente anche della « purezza »). 

San Paolo si esprime in maniera analoga: le opere « della carne » sono intese nel testo paolino in senso tanto generale quanto specifico. Tutti i peccati sono espressione della « vita secondo la carne », che è in contrasto con la « vita secondo lo Spirito ». 

Quello che, conformemente alla nostra convenzione linguistica (del resto parzialmente giustificata), viene considerato come « peccato della carne », nell’elenco paolino è una delle tante manifestazioni (o specie) di ciò che egli denomina « opere della carne », e, in questo senso, uno dei sintomi, cioè delle attualizzazioni della vita « secondo la carne » e non « secondo lo Spirito ».

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