venerdì 1 agosto 2014

DE EFFECTIBUS GRATIAE



DE EFFECTIBUS GRATIAE


Iniziamo la Questione De effectibus gratiae ovvero de iustificatio impii. 

Notate la divisione tomistica trai l’effetto della grazia operante la giustificazione e l’effetto della grazia
cooperante, la quale si riferisce al merito.

Nel meritare la grazia, come abbiamo già visto studiando la divisione stessa della grazia operante e cooperante, nel merito la grazia incontra e sostiene il libero arbitrio, che già muove se stesso.

Mentre nella grazia operante il libero arbitrio è prevenuto dall’azione stessa della grazia, S.Tommaso attribuisce un valore di merito anche agli atti dell’ultima preparazione della giustificazione.

Vedremo che nella giustificazione ci sono quattro momenti: il primo, la infusio gratiae; il secondo, il movimento del libero arbitrio in adesione a Dio, che avviene tramite un atto di fede formata. 

Terzo momento è il moto del libero arbitrio in contrasto con il peccato, cioè il distacco dal peccato e l’atto della contrizione. 

Quarto momento è quello in cui si compie l’opera della giustificazione e la remissione del peccato.

Vedremo poi che tutto si compie nel conseguimento della grazia abituale; vedremo perchè S.Tommaso non lo esplicita. Vedremo gli atti del libero arbitrio, che sono anche gli atti dell’ultima preparazione.

Ricordate che parlavamo della necessità che l’uomo si disponga alla ricezione della grazia santificante. 

In una questione sulla causa della grazia, abbiamo visto che si esige una certa disposizione. S.Tommaso è molto rigoroso nell’analogia tra l’introduzione di una forma sostanziale naturale e la forma accidentale della grazia. 

E’ sempre necessario che il soggetto recipiente si disponga. 

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