giovedì 21 agosto 2014

GIUSTIFICAZIONE SALVEZZA ETERNA



GIUSTIFICAZIONE SALVEZZA ETERNA

Tale giustificazione è pegno di salvezza eterna per tutti noi « perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato (Rm 5,5). 

Lo prova il fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Rm 5,8). 

La sua morte ci ha procurato la giustizia e ci ha ristabilito nel piano salvifico di Dio, violato dalla disobbedienza di Adamo, a causa del quale è entrato nel mondo il peccato e la morte. 

Ma dove abbondò il peccato, lì sovrabbondò la grazia, per mezzo di Gesù Cristo che ci ha meritato giustizia e vita (Rm 5, 1-21). 

Morti con lui al peccato e risorti alla giustizia di Dio, dobbiamo camminare in novità di vita. 

Questo passaggio dalla morte alla vita è avvenuto nel battesimo, che ci ha immerso in uno stato permanente di grazia e di amore. 

È morto l’uomo vecchio, è nato l’uomo nuovo, vivente per Dio nella giustizia e santità e destinato nel Cristo Gesù alla vita eterna (Rm 6,1-23). 


La liberazione del cristiano dal peccato non potrà essere completa se non diviene anche liberazione dalla legge, che è lo strumento che attualizza il potere del peccato sull’uomo. 

Non la legge sia di per sé cattiva, essa è santa, giusta e buona, ma è il peccato che, per manifestarsi, l’ha trasformata in strumento di schiavitù e di morte. 

La legge è spirituale, ma il dramma di chi la segue sta nel fatto che essa non riesce a liberarlo dalla forza vincolante del peccato. 

Così l’uomo, a causa della legge, si trova diviso nel suo intimo: da una parte, per quanto riguarda la ragione, sente il precetto di Dio, ma dall’altra, per ciò che riguarda la carne, lo respinge e serve alla legge del peccato (Rm 7,1-25). 

Solo Cristo ci ha liberato da questo lacerante dramma interiore, perché ci ha donato lo Spirito della vita che è libertà dalla legge del peccato e della morte. 

Questo Spirito abita in noi, ci conduce verso la pienezza della vita, ci testimonia continuamente di essere figli di Dio: 

Lasciandosi guidare da lui, il cristiano non vive più da debitore della carne, ma da figlio di Dio, che attende insieme a tutta la creazione la redenzione del corpo e la rivelazione piena della gloria di Dio, per essere conforme all’immagine del Figlio suo e vivere nel suo amore, dal quale nessuna cosa ci può separare, perché la sua vita è divenuta la nostra vita (Rm 8, 1-39. » 

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