domenica 31 agosto 2014

I PECCATI CARNALI



I PECCATI CARNALI


È significativo che Paolo, parlando delle « opere della carne » (cf.Gal 5,11-21), menziona non soltanto 

« fornicazione, impurità, libertinaggio… ubriachezza, orge » – quindi, tutto ciò che, secondo un modo di comprendere oggettivo, riveste il carattere dei « peccati carnali » e del godimento sensuale collegato con la carne – 

ma nomina anche altri peccati, ai quali non saremmo portati ad attribuire un carattere anche « carnale » e « sensuale »: 

« idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie… » (Gal5,20-21). Secondo le nostre categorie antropologiche (ed etiche) noi saremmo propensi piuttosto a chiamare tutte le « opere » qui elencate« peccati dello spirito » umano, anziché peccati della « carne »

Non senza motivo avremmo potuto intravedere in esse piuttosto gli effetti della « concupiscenza degli occhi » o della « superbia della vita » che non gli effetti della « concupiscenza della carne ». 

Tuttavia, Paolo le qualifica tutte come « opere della carne ». 

Ciò s’intende esclusivamente sullo sfondo di quel significato più ampio (in certo senso metonimico), che nelle lettere paoline assume il termine « carne », contrapposto non soltanto e non tanto allo « spirito » umano quanto allo Spirito Santo che opera nell’anima (nello spirito) dell’uomo.

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