domenica 17 agosto 2014

LA FEDE APPROPRIAZIONE



La fede-appropriazione


Tutto dunque dipende dalla fede. Ma sappiamo che ci sono diversi tipi di fede: c’è la fede-assenso dell’intelletto, la fede-fiducia, la fede-stabilità, come la chiama Isaia (7, 9). 

Di quale fede si tratta, quando si parla della giustificazione “mediante la fede”? Si tratta di una fede tutta speciale: la fede-appropriazione. 

Io non mi stanco di citare a questo proposito un testo di san Bernardo: “Io, quello che non posso ottenere da me stesso, me lo approprio (usurpo!) con fiducia dal costato trafitto del Signore, perché è pieno di misericordia. 

Mio merito, perciò, è la misericordia di Dio. 

Non sono certamente povero di meriti, finché lui sarà ricco di misericordia. 

Che se le misericordie del Signore sono molte (Sal 119, 156), io pure abbonderò di meriti. 

E che ne è della mia giustizia? O Signore, mi ricorderò soltanto della tua giustizia. 

Infatti essa è anche la mia, perché tu sei per me giustizia da parte di Dio”. È scritto infatti: “Cristo Gesù è diventato per noi, sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1 Cor 1, 30). 

“Per noi”, non per se stesso! 

Poiché noi apparteniamo a Cristo più che a noi stessi, avendoci egli ricomprati a caro prezzo (1 Cor 6, 20), inversamente quello che è di Cristo ci appartiene più che se fosse nostro. 

Io chiamo questo il colpo di audacia, o il colpo d’ala, nella vita cristiana e non dovremmo rassegnarci a morire senza averlo realizzato. 

San Cirillo di Gerusalemme così esprimeva, in altre parole, la stessa convinzione: “O bontà straordinaria di Dio verso gli uomini! 

I giusti dell’Antico Testamento piacquero a Dio nelle fatiche di lunghi anni; 

ma quello che essi giunsero a ottenere, attraverso un lungo ed eroico servizio accetto a Dio, Gesù te lo dona nel breve spazio di un’ora. 

Infatti, se tu credi che Gesù Cristo è il Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo e sarai introdotto in paradiso da quello stesso che vi introdusse il buon ladrone”.

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