martedì 5 agosto 2014

SCOMUNICHE ADDIO



SCOMUNICHE ADDIO


Noi cattolici crediamo che la grazia è una vera trasformazione dell’uomo e una trasformazione iniziale del mondo e non è, come lei dice bene, soltanto una copertura aggiunta che non entra realmente nel vivo della realtà umana. 

Il poeta francese Charles Péguy circa un secolo fa coglieva la radice della scristianizzazione nel fatto di non riconoscere l’operazione della grazia

E' importante questa operazione della grazia. 

Noi siamo tutti contagiati un po’ dal deismo. 

Dio rimane un po’ fuori. Mentre la fede cattolica – questa grande fiducia, questa grande gioia che Dio, facendosi uomo, entrando nella carne, unendosi alla carne, continua a operare nel mondo trasformandolo – ha la potenza, la volontà, la radicalità dell’amore, per entrare nel nostro essere e trasformarlo. 

Avvenire ha accolto la Dichiarazione ufficiale comune dell’11 giugno col titolo Cattolici-luterani, scomuniche addio

Il 22 giugno un comunicato del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ha ricordato che le scomuniche mantengono «“il significato di salutari avvertimenti” di cui dobbiamo tener conto nella dottrina e nella prassi». 

Insomma, che fine hanno fatto le scomuniche di Trento? 

Il documento dice che le scomuniche di Trento in questo settore non toccano la dottrina così come è esposta oggi. 

Nello stesso tempo il valore veritativo delle scomuniche, comunque, rimane quello. 

Chi si oppone alla dottrina esposta a Trento si oppone alla dottrina, alla fede della Chiesa. 

Eppure nella Risposta della Chiesa cattolica dello scorso anno si affermava: 

«…rimane quindi difficile vedere come si possa affermare che questa dottrina sul simul iustus et peccator, allo stato attuale della presentazione che se ne fa nella Dichiarazione congiunta, non sia toccata dagli anatemi dei decreti tridentini sul peccato originale e sulla giustificazione». 

Nessun commento:

Posta un commento