venerdì 22 agosto 2014

VITA E SPIRITO SANTO



VITA E SPIRITO SANTO

Per completare il quadro della contrapposizione tra il « corpo » e il « frutto dello Spirito » bisogna osservare che in tutto ciò che è manifestazione della vita e del comportamento secondo lo Spirito, Paolo vede ad un tempo la manifestazione di quella libertà, per la quale Cristo « ci ha liberati » (Gal 5,1). 

Così egli scrive appunto: « Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. 

Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. 

Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso » (Gal 5,13-14). Come già in precedenza abbiamo rilevato, la contrapposizione « corpo-Spirito », vita « secondo la carne », vita « secondo lo Spirito », permea profondamente tutta la dottrina paolina sulla giustificazione. 

L’Apostolo delle Genti, con eccezionale forza di convinzione, proclama che la giustificazione dell’uomo si compie in Cristo e per Cristo. 

L’uomo consegue la giustificazione nella « fede che opera per mezzo della carità » (Gal 5,6), e non solo mediante l’osservanza delle singole prescrizioni della Legge anticotestamentaria (in particolare, della circoncisione). 

La giustificazione viene quindi « dallo Spirito » (di Dio) e non « dalla carne »

Egli esorta, perciò, i destinatari della sua lettera a liberarsi dalla erronea concezione « carnale » della giustificazione, per seguire quella vera, cioè, quella « spirituale », in questo senso li esorta a ritenersi liberi dalla Legge, e ancor più ad esser liberi della libertà, per la quale Cristo « ci ha liberati ».

Così, dunque, seguendo il pensiero dell’Apostolo, ci conviene considerare e soprattutto realizzare la purezza evangelica, cioè la purezza di cuore, secondo la misura di quella libertà per la quale Cristo « ci ha liberati ».


« La redenzione non viene dall’uomo, ma è data gratuitamente da Dio, che nella sua grazia misericordiosa  ha costituito Cristo « quale propiziatorio » (Rm 3,25) nel suo proprio sangue, in modo che egli fosse espiazione perfetta e totale dei peccati i tutti gli uomini alla sola condizione di credere in lui (Rm 3,21-31). 

Infatti come Abramo fu giustificato per la fede, così tutti gli uomini vengono giustificati non in virtù delle opere che compiono, ma solo in virtù della fede. Le parole: 

« Abramo credette e gli fu computato a giustizia » (Gen 15,6) non furono scritte soltanto per lui, ma anche per noi che crediamo in Colui che risuscitò dai morti Gesù Cristo Signore nostro, il quale fu dato alla morte per i nostri peccati e fu risuscitato per la nostra giustificazione (Rm 4,1-25). 

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