mercoledì 24 settembre 2014

GRAZIA E LIBERTA'


Grazia e libertà

La libertà dell’uomo è Dio, questo è il grande tema della teologia della grazia. 

La libertà è dunque relazione, rapporto, incontro e dialogo con Dio e di riflesso con gli altri uomini. 

La riflessione successiva ad Agostino ed anche il grande scontro e le drammatiche conseguenze che si ebbero con la protesta di Lutero, non misero in luce con la dovuta energia questa posta in gioco, pur avendo affrontato gli stessi argomenti della disputa pelagiana. 

Lutero aveva visto bene che la giustificazione è dono della grazia, ma aveva considerato male la realtà umana anche dopo la grazia di Dio, non riuscendo a superare quel pessimismo radicale sulla corruzione umana causata dal peccato. 

In realtà resta troppo occupato dal peccato, per poter gioire pienamente della grazia di Dio.

Il concilio di Trento (1545-1563) nel dare la risposta ai quesiti di Lutero, individuò in modo perfetto il cuore del problema ed offrì alla teologia cattolica uno strumento di straordinario valore, quando disse che la grazia di Dio non solo non toglie la libertà, ma la realizza in modo pieno.


E’ in questa linea che va cercata ed affermata la difesa pressoché costante della teologia cattolica sul primato della fede come dialogo con Dio ed ancora sul primato della grazia come alleanza ed amicizia con Dio. 

Dunque un dialogo, un rapporto non a senso unico, non deprimente per l’uomo, ma totalmente liberante. 

Con ciò abbiamo ribadito ancora una volta il principio ed il criterio di verità nell’esistenza umana: 

il primato indubbio di Dio è a sostegno del primato relativo dell’uomo. 

In ciò inizia la sua felicità che si apre all’infinito ed in esso trova realizzazione piena.

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