venerdì 26 settembre 2014

IL CONTRIBUTO DELLA LETTERA AI ROMANI



Il contributo della lettera ai Romani

Nella lettera ai Romani san Paolo rielabora ulteriormente il tema, arricchendolo con una lunga serie di affermazioni ed argomentazioni, che possono essere richiamate da questo passaggio: 

«Avendo dunque ricevuto la giustificazione per mezzo della fede, abbiamo pace con Dio in virtù del Signore nostro Gesù Cristo; 

in virtù di lui abbiamo anche l’accesso, mediante la fede, a questa grazia nella quale siamo stati stabiliti e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio…

E non solo questo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, in virtù del quale adesso abbiamo ricevuto la riconciliazione» (5,1-2.11).


E’ importante questo passaggio, perché mette in luce un’altra dimensione della grazia, su cui la teologia successiva ha sviluppato grandi riflessioni. 

Siamo stati stabiliti in questa grazia. 

In altri termini, l’azione di Dio non è una meteora che non lascia segno; è piuttosto un’azione che trasforma la persona, rinnovandola totalmente.

Ritorneremo in seguito sull’argomento, ma è necessario fin d’ora metterlo in luce. 

L’uomo giustificato è un uomo rinnovato, doppiamente. Da una parte perché è liberato dai peccati, dall’altra perché è chiamato ad una comunione con Dio, quale non gli spetta per essere creatura di Dio. 

E’ chiamato ad essere figlio adottivo di Dio, ma non per una norma giuridica, ma perché interiormente rinnovato dalla grazia di Dio in Cristo.

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