mercoledì 17 settembre 2014

LO STATO NUOVO DEL CRISTIANO



Lo stato nuovo del cristiano

Il credente in Cristo, secondo san Paolo, vive in un nuovo stato. 

Il ‘vivere in Cristo’ non equivale ad una mera assimilazione dello stile di vita e l’esempio del Maestro (Fil 2,5), con un’imitazione, tramite le proprie forze, delle sue virtù e dei suoi atteggiamenti. 

La realtà è più forte: “Cristo vive in me” (Gal 2,20). 

Per questa ragione Paolo può dire: 

“Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo” (2 Cor 12,9). 

Cristo si rende presente ed attivo nel cristiano, che perciò vive in Lui, con Lui, per Lui. 

Paolo impiega una ricca varietà di espressioni, fortemente collegate tra di loro, per spiegare questa nuova vita che scaturisce dal Cristo e si fa sempre più presente nella vita del credente. 

Ne possiamo elencare sei.


In primo luogo, la ‘nuova creazione’.  

La vita che risulta dal dono di Dio viene chiamata da Paolo una ‘nuova creazione’ (Gal 6,15). 

Il ‘nuovo uomo’ è “creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4,24). 

“Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco ne sono nate di nuove” (2 Cor 5,17).

L’opera di Dio nell’uomo è quella di essere “creati in Cristo Gesù per le opere buone” (Ef 2,10). 

L’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1,26) viene ‘ri-creato’ in Cristo secondo la sua immagine (Rm 8,29). 

Da una parte, questa spiegazione fa riferimento alla ‘creazione in Cristo’, già menzionata. 

La ‘nuova creazione’ quindi è qualcosa di più di una mera metafora. 

È una vera e propria opera di Dio, l’Unico Creatore. Dall’altra parte, il radicalismo di questa ‘nuova’ creazione ha come punto di arrivo la santità e quindi come punto di partenza il peccato, ovvero le ‘cose vecchie’.

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