domenica 5 ottobre 2014

COMUNIONE CON DIO



COMUNIONE CON DIO

Non dobbiamo però credere che tutti saranno ammessi nella comunione con Dio

La stessa Sacra Scrittura c’insegna che alcuni se ne ritroveranno esclusi. 

Leggiamo nel Vangelo di Giovanni a proposito di Gesù Cristo che «chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nell’unigenito Figlio di Dio» (Gv 3,17-18). 

Anzitutto, questo significa «che quel giudizio finale è già in atto, incomincia adesso nel corso della nostra esistenza. 

Tale giudizio è pronunciato in ogni istante della vita, come riscontro della nostra accoglienza con fede della salvezza presente ed operante in Cristo, oppure della nostra incredulità, con la conseguente chiusura in noi stessi».

La possibilità dell’esclusione dalla comunione con Dio è tragicamente reale

Infatti, «se noi ci chiudiamo all’amore di Gesù, siamo noi stessi che ci condanniamo. 

La salvezza è aprirsi a Gesù, e Lui ci salva; se siamo peccatori – e lo siamo tutti – Gli chiediamo perdono e se andiamo a Lui con la voglia di essere buoni, il Signore ci perdona. 

Ma per questo dobbiamo aprirci all’amore di Gesù, che è più forte di tutte le altre cose. 

L’amore di Gesù è grande, l’amore di Gesù è misericordioso, l’amore di Gesù perdona; ma tu devi aprirti e aprirsi significa pentirsi, accusarsi delle cose che non sono buone e che abbiamo fatto».


Il Signore vorrebbe salvare tutti

Ma «siamo noi che possiamo diventare in un certo senso giudici di noi stessi, autocondannandoci all’esclusione dalla comunione con Dio e con i fratelli». 

Dobbiamo dunque fin da ora «vigilare sui nostri pensieri e sui nostri atteggiamenti», pensando «a questo giudizio che comincia adesso, è già cominciato».

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