lunedì 6 ottobre 2014

ESPERIENZA COMUNITA' CRISTIANE



ESPERIENZA COMUNITA' CRISTIANE

L’esperienza delle prime comunità cristiane c’insegna che il giudizio, se pure va preso molto sul serio, non deve indurre paura e comporta pure elementi di gioia. 

Le prime comunità infatti «erano solite accompagnare le celebrazioni e le preghiere con l’acclamazione “Maranathà”, un’espressione costituita da due parole aramaiche che, a seconda di come vengono scandite, si possono intendere come una supplica:

“Vieni, Signore!”, oppure come una certezza alimentata dalla fede: “Sì, il Signore viene, il Signore è vicino”». 

Che cosa significa? 

È la «Chiesa-sposa che, a nome dell’umanità intera e in quanto sua primizia, si rivolge a Cristo, suo sposo, non vedendo l’ora di essere avvolta dal suo abbraccio: l’abbraccio di Gesù, che è pienezza di vita e pienezza di amore». 

Se ci mettiamo in questa prospettiva «ogni paura e titubanza viene meno e lascia spazio all’attesa e a una profonda gioia: sarà proprio il momento in cui verremo giudicati finalmente pronti per essere rivestiti della gloria di Cristo, come di una veste nuziale, ed essere condotti al banchetto, immagine della piena e definitiva comunione con Dio».


C’è una seconda ragione per guardare al giudizio finale con speranza: «nel momento del giudizio, non saremo lasciati soli». 

La Sacra Scrittura ci fa sapere che Gesù Cristo, la Madonna, i santi saranno con noi. 

«Che bello sapere che in quel frangente, oltre che su Cristo, nostro Paràclito, nostro Avvocato presso il Padre (cfr 1 Gv 2,1), potremo contare sull’intercessione e sulla benevolenza di tanti nostri fratelli e sorelle più grandi che ci hanno preceduto nel cammino della fede, che hanno offerto la loro vita per noi e che continuano ad amarci in modo indicibile! 

I santi già vivono al cospetto di Dio, nello splendore della sua gloria pregando per noi che ancora viviamo sulla terra. 

Quanta consolazione suscita nel nostro cuore questa certezza». 

Sarà con noi la Chiesa, che «è davvero una madre e, come una mamma, cerca il bene dei suoi figli, soprattutto quelli più lontani e afflitti, finché troverà la sua pienezza nel corpo glorioso di Cristo con tutte le sue membra».

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