lunedì 13 ottobre 2014

IL GIUDIZIO FINALE: GIUDICATI SULL'AMORE



Il giudizio finale: giudicati sull’amore

     
 “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 

E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 

Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (25,31-40).


Il brano del giudizio finale chiude il discorso escatologico, cioè sulle “cose ultime”, che Matteo presenta nei capitoli 24 e 25 del suo vangelo. 

Dopo aver profetizzato la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio, il primo evangelista passa a parlare della venuta del “Figlio dell’uomo sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Mt 24,30).

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