mercoledì 12 novembre 2014

IL SENSO CRISTIANO DELLA MORTE


Il senso cristiano della morte



L’enigma della morte dell’uomo si comprende soltanto alla luce della risurrezione di Cristo. 

Infatti la morte, la perdita della vita umana, si presenta come il male più grande nell’ordine naturale, proprio perché è qualcosa di definitivo, che sarà superato in modo completo solo quando Dio risusciterà gli uomini in Cristo. 

Per un certo verso, la morte è naturale nel senso che l’anima si può separare dal corpo. 

Da questo punto di vista la morte segna il termine del pellegrinaggio terreno. 

Dopo la morte l’uomo non può più meritare o demeritare. «Con la morte, la scelta di vita fatta dall’uomo diventa definitiva». 

Non avrà più la possibilità di pentirsi. Subito dopo la morte andrà in paradiso, all’inferno o in purgatorio. 

Per questo, c’è ciò che la Chiesa chiama il giudizio particolare (cfr. Catechismo, 1021-1022).

Il fatto che la morte segna il termine del suo periodo di prova serve all’uomo per indirizzare la propria vita, per utilizzare bene il tempo e gli altri talenti, per comportarsi con rettitudine, per spendersi nel servizio agli altri.

La Scrittura insegna che la morte è entrata nel mondo a causa del peccato originale (cfr. Gn 3, 17-19; Sap 1, 13-14; 2, 23-24; Rm 5, 12; 6, 23; Gc 1, 15; Catechismo, 1007). 

Pertanto dev’essere considerata come un castigo: l’uomo che voleva vivere facendo a meno di Dio, deve accettare il dolore della rottura con la società e con se stesso come frutto del suo allontanamento. 

Tuttavia Cristo «assunse [la morte] in un atto di totale e libera sottomissione alla Volontà del Padre suo» (Catechismo, 1009). 

Con la sua obbedienza vinse la morte e ottenne la risurrezione per l’umanità. 

Per chi vive in Cristo grazie al battesimo, la morte continua ad essere dolorosa e ripugnante, però non è più una conseguenza del peccato, ma una preziosa possibilità di essere corredentori con Cristo, mediante la mortificazione e la donazione agli altri. 

«Se moriamo con Lui, vivremo anche con Lui» (2 Tm 2, 11). 

Per questa ragione, «grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo» (Catechismo, 1010).

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