domenica 16 novembre 2014

LA REMISSIONE DEI PECCATI



LA REMISSIONE DEI PECCATI


Il tema della «remissione dei peccati», a volte, sembra scontato nell’ambito catechistico e di fede, invece, come sacramento della riconciliazione dovrebbe riacquistare un posto centrale.

«Confessarsi» non è facile, perché ci si sente feriti nel proprio orgoglio per dover dire ad altri i peccati personali. E ancora meno è facile perdonare a se stessi e agli altri. È arduo perché tendiamo ad essere severi e a pretendere molto da noi stessi.

Ma, dove non arriviamo noi, arriva il Signore che, con la forza del suo amore, può guarire le nostre ferite e condurci a vivere nella libertà dei «figli di Dio». 

Il peccato, in senso pieno e radicale, consiste precisamente nel rompere il rapporto d'unione con Dio, e infrangere il rapporto filiale. 

Si capisce così il senso drammatico del peccato, quale stato fondamentale di rifiuto e di opposizione alla comunione d'amore con il Padre celeste. 

Il peccato, così inteso, costituisce l'unico potere che può schiantare il vincolo vitale con Dio, perché distrugge propriamente il collegamento filiale e amoroso con il Padre. 

Il peccato si pone esplicitamente fuori dell'area benefica dell'amore divino. Questo peccato va fuggito e combattuto, poiché, più spesso di quello che si possa pensare, si annida nel cuore umano, lo inaridisce, lo insuperbisce, lo appesantisce e, infine, lo chiude alla verità salvifica. 

La vita cristiana diventa abitudinaria, ripetitiva, perdendo di gioia e di slancio. Occorre intenerire il cuore pietrificato e ricuperare l'atteggiamento filiale e fiducioso verso il Padre, la propria disponibilità di fede e d'amore nei confronti di Dio e dei fratelli. 

Occorre riscoprire il nostro essere figli amati dal Padre, risentire i benefici influssi della sua misericordia infinita che spinge l'uomo alla conversione, ogni volta con sempre maggiore entusiasmo e umiltà.

Proprio lo Spirito Santo, l'abbraccio d'amore tra il Padre e il Figlio, sta lì pronto per offrirci la forza e il coraggio di ritrovare sempre la comunione filiale e l'abbandono tra le braccia del Padre, similmente a Cristo, per capire che solo il suo amore paterno, la sua verità, la sua vita riescono a dare pienezza e felicità all'esistenza umana. 

Lo Spirito ci fa capire la terribile e tenebrosa realtà del peccato, quale mancanza d'amore e di pace, per renderci pronti ad accogliere la divina e risanatrice misericordia divina. 

Noi cristiani confessiamo la nostra fede nello Spirito Santo, nella santa Chiesa cattolica, nella comunione dei santi nella remissione dei peccati. 

Questi enunciati sono collegati, sono in rapporto reciproco e sono tutti in relazione con il compito che il Signore risorto ha affidato ai propri apostoli quando li ha inviati in missione: «andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16,15-16). 

Colui che suggella la sua fede in Gesù Cristo con il Battesimo,  è riconciliato con Dio per mezzo della morte di Gesù: i peccati gli sono rimessi. 

Il Battesimo è il primo e il più importante dei sacramenti per il perdono dei peccati, poiché Gesù ci battezza nello Spirito Santo, quello Spirito che è inviato per la remissione dei peccati.

Nessun commento:

Posta un commento