sabato 1 novembre 2014

LA RISURREZIONE DELLA CARNE


LA RISURREZIONE DELLA CARNE


Risurrezione della carne significa risurrezione dell’uomo: nella Bibbia carne significa la persona umana nella sua condizione terrena. La risurrezione della carne è il risorgere dell’essere umano pieno, né solo materia senza spirito, né solo spirito senza materia.

La "risurrezione" richiede che lo stesso essere, la stessa carne animata, lo stesso corpo vivente che è "sorto" una prima volta nascendo alla vita presente, risorga in una vita rinnovata. È una verità di fede: "Tutti risorgeranno con gli stessi corpi che hanno ora" (Concilio ecumenico Lateranense IV, anno 1215). "Crediamo alla vera risurrezione di questa carne che ora è la nostra" (Concilio II di Lione, anno1274). 

La morte non ha nulla della manovra dei banditi che abbandonano l’auto usata per la rapina e trasbordano su un’altra per far perdere le tracce. Leggendo i racconti evangelici della risurrezione di Cristo ci colpisce un dato innegabile. 

Il corpo di Gesù risorto è veramente il corpo che egli aveva prima di morire, con il segno dei chiodi e del colpo di lancia al cuore (cf. Gv 20,20-28). Certamente si trova in un’altra condizione, capace di muoversi come vuole, senza nessun limite di spazio e di peso. 

Ma non è il corpo di un fantasma; esiste una continuità fra il suo stato attuale e quello di prima. Gesù rimane lo stesso. Ci tiene a dimostrare che non è cambiato, che non ha solamente un corpo che si può toccare, ma anche i gesti familiari di prima: "Essi riferirono come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane" (Lc 24,35). 

Gesù rimane l’uomo che era. Per questo Gesù risorto può dire ai suoi discepoli: «"Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". 

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro»(Lc 24,39-42). 

Un tempo i teologi sudavano invano per risolvere il problema della risurrezione di coloro che erano stati mangiati dai cannibali o dai pesci che a loro volta erano mangiati dagli uomini. 

Le scienze biologiche moderne ci insegnano che l’identità del corpo non è legata a queste o a quelle parti di materia. L’organismo rinnova continuamente il suo materiale molecolare. Si pensa che bastino sei anni circa, perché tutte le cellule del corpo umano, anche quelle delle ossa, siano sostituite. 

Le molecole passano, la materia viene sostituita come le acque del fiume; ma il mio corpo rimane, come il Tevere o il Po. 

La risurrezione della carne, che noi attendiamo, sarà una trasformazione misteriosa di tutto l’uomo, facendo dischiudere una realtà diversa dal suo corpo terreno, quanto il fiore o il frutto è diverso dal seme; sarà tuttavia il compimento, in pienezza, di tutto quanto egli è stato. «Qualcuno dirà: Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?" 

Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà... Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità.

Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono della tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. 

È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità»(1Cor 15,35-53).

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