mercoledì 26 novembre 2014

L'OBBLIGO DI DARE BUONI ESEMPI


L'obbligo di dare buoni esempi

Grazie e meriti vengono seguiti da un terzo gruppo di beni: le buone opere, che sono messe in circolazione nella Comunione dei Santi con la via dell'esempio e dell'imitazione.

Abbiamo, in primo luogo, il supremo esempio di Cristo, il quale Si è fatto uomo e ha percorso il cammino che ci ha indicato. 

Sotto di Lui, ma incomparabilmente al di sopra di tutti i Beati, quello della Madonna. E quello dei Santi, vere stelle che ci indicano la strada da seguire per arrivare alla gloria celeste.

Tuttavia, quest'ultimo gruppo di doni della Comunione dei Santi implica un impegno di tutti noi, membri del Corpo Mistico: 

abbiamo anche noi l'obbligo di dare buoni esempi. 

La nostra vita intera deve essere un riflesso di quello in cui crediamo. 

Pertanto, i nostri atti sono molto più importanti di quanto possano sembrarci. 

Infatti, oltre a incrementare il Tesoro della Chiesa, devono servire da potente stimolo perché gli altri pratichino il bene.

"Oh! Che mondo meraviglioso quello della Comunione dei Santi!". 

Ben può essere nostra questa esclamazione di Papa Paolo VI, poiché la considerazione di questa verità di Fede apre davanti a noi un grandioso panorama: il più insignificante dei nostri atti, realizzato nella carità, si trasforma in profitto di tutti i fedeli, vivi o defunti; e, in senso contrario, ogni peccato pesa negativamente su questa comunione.

Ci insegna l'Apostolo: "Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso" (Rm 14, 7). E specifica: 

"Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui" (I Cor 12, 26).

Non siamo, pertanto, soli nella strada verso il Cielo: i Santi ci accompagnano nelle nostre difficoltà. 

Cerchiamo di beneficiarci sempre più con questo magnifico tesoro, senza dimenticarci che abbiamo anche un dovere verso la Chiesa. 

Potremo così proclamare non solo con le labbra ma, soprattutto, con la vita: "Credo nella Comunione dei Santi!" (Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2013, n. 124, p. 18 a 23).

Il Simbolo degli Apostoli lega la fede nel perdono dei peccati alla fede nello Spirito Santo, ma anche alla fede nella Chiesa e nella comunione dei santi. Proprio donando ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, Cristo risorto ha loro conferito il suo potere divino di perdonare i peccati: 

« Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi » (Gv 20,22-23).


(La seconda parte del Catechismo tratterà esplicitamente del perdono dei peccati per mezzo del Battesimo, del sacramento della Penitenza e degli altri sacramenti, specialmente dell'Eucaristia. 

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