giovedì 20 novembre 2014

RICONCILIATI GLI UNI CON GLI ALTRI


Riconciliati gli uni con gli altri

L’evento della croce non trasforma solo la relazione tra Dio e il mondo, ma anche quella degli uomini tra loro. Se la Legge è la sola via della salvezza, gli altri popoli sono esclusi dalla salvezza a meno di integrarsi al popolo di Israele con la circoncisione. 

Questo privilegio spinge Israele a inorgoglirsi della sua discendenza carnale e a disprezzare le nazioni pagane; e spinge queste alla gelosia nei confronti del popolo eletto e alla rivolta contro Dio che non le ha scelte: la legge genera odio. 

Ma ora essa è stata detronizzata dalla Croce in quanto via di salvezza: sulla croce Cristo è “la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo… annullando per mezzo della sua carne la legge fatta di prescrizioni e di decreti…per riconciliare tutti e due con Dio, in un solo corpo, per mezzo della croce” (Ef 2,14-16); 

ed è così che Dio, disarmando le inimicizie religiose – simbolo di ogni altra inimicizia – ha posto in Gesù il principio della riconciliazione dei popoli tra di loro “facendo la pace mediante il sangue della sua croce” (Col 1,20).

La remissione dei peccati fatta sulla croce scavalca il quadro strettamente religioso: si estende al mondo intero e diviene fonte dell’unità effettiva del genere umano; 

fa nascere un’umanità nuova, riconciliata con se stessa e con Dio: “Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. 

Tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2 Cor 5,17-18). 

Questo è agli occhi di Paolo il “mistero della salvezza”, la “speranza della gloria di Dio” presso i pagani, il cui annuncio costituisce l’essenziale della sua missione personale e di quella della Chiesa (Col 1,25-27). E’ una rivoluzione religiosa. 

L’amore del prossimo si identifica con l’amore di Dio. 

L’amore di Dio che ha spinto Gesù a dare la sua vita per noi, ci chiama ad amarci gli uni gli altri per rimanere nel suo amore.


La Croce, detronizzando la Legge a profitto della fede, fa entrare in una nuova comprensione del peccato e della salvezza. 

Il peccato non è più soltanto l’offesa fatta all’onore di Dio con una trasgressione della legge religiosa; 

è, più radicalmente, l’offesa fatta al suo amore per gli uomini attraverso il disprezzo per essi. Dio è offeso nell’uomo ogni volta che non viene rispettata la trascendenza di cui l’uomo è rivestito dall’amore che Dio porta a lui. 

Il peccato assume in questo modo un carattere definitivamente etico, che non era assente nella Legge antica, ma che era velato dal suo inserimento in un codice anzitutto religioso. 

Di conseguenza la salvezza non consiste semplicemente nell’entrare in un ordine sacro che regola il rapporto con Dio e predispone gli uomini a entrare nella beatitudine divina; 

essa li chiama a bandire l’egoismo, l’orgoglio, l’odio che distruggono l’ordine umano voluto da Dio, l’ordine della giustizia e dell’amore fraterno; e li chiama così ad entrare nella via dell’umanità riconciliata che Dio vuole “trasferire nel regno del suo Figlio diletto” (Col 1,13). 

La ricerca della salvezza, lungi dal separare dalla storia e dalla costruzione di un mondo umano, è costitutiva di un vero “umanesimo” che risponde alle aspirazioni della coscienza moderna, pur superandone infinitamente le attese e contestandone le chiusure.

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