martedì 2 dicembre 2014

IL CORPO UMANO E' UN MISTERO



IL CORPO UMANO E' UN MISTERO

Sfidando il progresso scientifico moderno, il corpo umano continua ad essere, sotto molti aspetti, ancora un mistero. 

A mano a mano che conosciamo meglio le sue leggi e operazioni, assurgono nuove incognite e anche nuove meraviglie si svelano, suscitando ammirazione.

Infatti, chi oggi non si meraviglia davanti alla spettacolare efficacia del sistema immunologico del nostro organismo? 

Quale scienziato potrà spiegare con esattezza la straordinaria agilità, capacità e precisione del nostro sistema nervoso? 

O come non stupirsi dell'instancabile lavoro del cuore, che, con i suoi battiti ritmati, pompa incessantemente il sangue verso gli altri organi?

Ora, il corpo umano è la migliore immagine alla nostra portata di una ricca e profonda verità della nostra Fede: la Comunione dei Santi. 

Riaffermata da noi ogni volta che recitiamo il Credo, essa è, tuttavia, rare volte oggetto delle nostre riflessioni, forse perché trascende la sfera temporale e terrena e ci conduce a realtà estranee alle preoccupazioni quotidiane.

Percorriamo, dunque, alcuni passi delle lettere di San Paolo, consideriamo le riflessioni del famoso predicatore domenicano Jacques-Marie-Louis Monsabré, e ricorriamo agli insegnamenti del Concilio Vaticano II e di alcuni dei Papi più recenti per addentrarci in quest'appassionante tema.

Come insegna l'Apostolo, c'è nella Santa Chiesa un'intima relazione tra i suoi membri: 

"Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo" (Rm 12, 5), il Corpo Mistico di Cristo. 

E, come ogni corpo ben costituito, esso ha un Capo "dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legamenti, realizzando così la crescita secondo il volere di Dio" (Col 2, 19).

Da Cristo, "capo del Corpo, della Chiesa" (Rm 12, 4-5), scaturisce la vita, la forza e la vitalità per il resto dell'organismo.


Lo stesso Redentore ci spiega questa realtà nella parabola della vite e dei tralci: "Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. 

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie [...]. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me" (Gv 15, 1-2a .4).

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