sabato 6 dicembre 2014

L'AMORE ALLA CHIESA


L'AMORE ALLA CHIESA

L’esperienza della generosità materna della comunità spiega anche l’amore, che a loro volta i credenti nutrono per chi li ha generati alla vita dello Spirito: la lode dell’amore cristiano alla Chiesa risuona costantemente nel mondo dei Padri.

«I grandi della storia della Chiesa vivono nell’amore per la Madre Chiesa»: essi la cantano come Madre dei viventi, Chiesa del dolore e Regina eterna. 

La Chiesa è Madre dei viventi perché, come Eva dal primo Adamo, nasce dal costato del nuovo Adamo, morente in Croce:  

«Nel mistero della sua provenienza dal sangue del cuore di Dio si fonda la fecondità materna della Chiesa». 

Nello stesso sangue, reso presente nei sacramenti, la Chiesa è genitrice di vita nuova e piena nello Spirito. 

Essa è poi la Chiesa dei dolori, non solo a causa delle persecuzioni esterne, ma soprattutto per i tradimenti, i fallimenti, i ritardi e le contaminazioni dei suoi figli:

«Essa rimane Chiesa del dolore, perché la “sicura libertà” per cui essa prega non si raggiunge mai sulla terra, e perché la storia con i suoi disinganni la riconduce continuamente alla Croce, quando essa diventa troppo entusiasta della terra».

Nel dolore, confortato dalla grazia dei Sacramenti e dalla consolazione dello Spirito in essi diffusa, la Chiesa sostiene i suoi figli sofferenti e dà la vita per loro.


La Madre dei dolori è, infatti, anche la Regina eterna, non solo perché attende la gloria, ma perché questa è già presente incoattivamente nella «porta» della vita, che è il battesimo, nel «farmaco dell’immortalità», che è l’eucaristia, nella pienezza dello Spirito, che è effusa in tutte le realtà sacramentali. 

Di qui viene alla Chiesa la fede circa la sua «santità» radicale: anche se «casta meretrix», essa è e resta «luce che intercetta la luce del sole futuro e già ora la trasmette nella nostra oscurità». 

Perciò, a questa Chiesa i figli devono rimanere tenacemente attaccati, perché hanno bisogno di lei per essere generati ancora alla vita nei suoi sacramenti e realizzare così la santità, che è stata loro donata, attraverso l’impegno di tutta la loro esistenza: 

«La Chiesa, l’amata, noi tutti la vogliamo amare. 

Noi rimaniamo incrollabilmente fedeli ad essa come ad una madre, che è così amorevole, così premurosa e benigna. 

Affinché con lei e per mezzo suo possiamo meritare di essere di casa presso Dio, Padre nostro».

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