sabato 13 dicembre 2014

QUALCHE VOLTA L'UNITA' NON SI VEDE




Qualche volta l'unità non si vede

«la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso». 

Nei momenti di difficoltà nella fede, chi si è chiuso nel privato è restio a chiedere aiuto ad altri. 

«Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede?

Tutti abbiamo sperimentato questo, anch’io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. 

Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti; tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti». 

In queste difficoltà anzitutto «è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale». 

Ma è anche «importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano». 

Una certa privatizzazione della fede impedisce di cercare negli altri credenti quel sostegno che potrebbe risolvere tanti dubbi e tanti problemi.

Infatti «la comunione dei santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre». 

Alla fine, il carattere distintivo del cristiano è questo: 

crede che la comunione con le persone che ha incontrato e che gli sono care, e con tutta la Chiesa «va al di là e continua nell’altra vita; 

è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna». 

E questo non significa soltanto che, quando saremo morti, continueremo a vivere l’esperienza della comunione. 

Significa pure che, già oggi, siamo in comunione con i nostri defunti che sono in Paradiso o in Purgatorio.

 «C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. 

Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia». 

In questo contesto, per le anime del Purgatorio non dobbiamo mai dimenticare «la preghiera di intercessione».

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