lunedì 5 gennaio 2015

IL GIUDIZIO


IL GIUDIZIO


Come avverrà il Giudizio è Gesù stesso a rivelarcelo: "Quando il figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sederà sul trono della sua gloria [...] 

Egli separerà gli uni dagli altri [...] venite benedetti del Padre mio, riceverete in eredità il regno [...] Poi dirò anche a quelli che saranno alla mia sinistra: via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli [...] e se ne andranno: questi al supplizio eterno" (Mt 25,31-46). 

Chi saranno i maledetti? "I maghi, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna" (Ap 22,14). Ecco, io vengo presto e ho con me il salario per rendere a ciascuno le sue opere.

La prova più forte dell'esistenza dell'inferno è data proprio dalle parole di Gesù. Dubitare o negare di questa tremenda verità sarebbe come distruggere il Vangelo, dubitare dell'esistenza della luce del sole.

La "dannazione" non va attribuita ad un progetto di Dio, perché nel suo amore, egli desidera la salvezza degli uomini, in realtà sono le creature che si chiudono al suo amore. 

La "dannazione" in sintesi consiste proprio nella definitiva lontananza da Dio liberamente scelta dall'uomo, la sentenza dopo la morte ratifica proprio questo stato. 

La dannazione è una realtà possibile e il pensiero dell'inferno deve rappresentare un necessario monito alla libertà di peccare. La logica del peccato è l'Inferno. 

Se il peccatore permane nel peccato, se prova rimorso ma questo non si trasforma in pentimento, la Misericordia Divina non può intervenire, perché Dio non può perdonare una volontà che in nessun caso mai si pente, che mai gli chiede perdono, che sempre gli è ribelle. 

Sarebbe paradossale pretendere da Dio il dono della vista dopo essersi strappati gli occhi e non voler ricorrere al Suo aiuto. 

Paradossalmente la riflessione sull'inferno ci mette comunque di fronte alla nostra responsabilità in modo molto efficace e ci fa recepire che la nostra scelta del bene è veramente il "caso serio" da non poter eludere e tanto meno da snobbare.

Di seguito potrai comprendere meglio su quale fondamento si basa la tremenda verità dell'inferno, le pene e i tormenti dei dannati, attraverso le argomentazioni e le visioni di Santi tra i quali Veronica Giuliani, Teresa D'Avila, Faustina Kowalska, Emmerick, Alfonso, Agostino, per comprendere questo luogo infelice e a prendere sul serio la possibilità reale di poter sprofondare in quel luogo di tormento ed essere infelici per sempre.

Nessun commento:

Posta un commento