venerdì 9 gennaio 2015

IL GRADO DELLA PENA


Il grado della pena


Dio è infinitamente giusto per questo all'inferno da pene maggiori a chi l'ha offeso di più. 
Chi è nel fuoco eterno per un solo peccato mortale soffre orribilmente per quest'unica colpa; chi è dannato per cento, o mille... peccati mortali soffre cento, o mille volte... di più. Più legna si mette nel forno, più aumenta la fiamma e il calore. 
Perciò chi, inabissato nel vizio, calpesta la legge di Dio moltiplicando ogni giorno le sue colpe, se non si rimette in grazia di Dio e muore nel peccato, avrà un inferno più tormentoso di altri.
Per chi soffre è un sollievo pensare: "Un giorno finiranno queste mie sofferenze". 
Il dannato, invece, non trova alcun sollievo, anzi, il pensiero che i suoi tormenti non avranno fine è come un macigno che rende più atroce ogni altro dolore.
Non è un'opinione, ma è verità di fede, rivelata direttamente da Dio, che il castigo dei dannati non avrà mai fine. 
Ricordo soltanto quanto ho già citato delle parole di Gesù: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno" (Mt 25, 41 ). Sant'Alfonso scrive: 
"Quale pazzia sarebbe quella di chi, per godersi una giornata di spasso, accettasse la condanna di star chiuso in una fossa per venti o trent'anni! 
Se l'inferno durasse cento anni, o anche solo due o tre anni, pure sarebbe una grande pazzia per un attimo di piacere condannarsi a due o tre anni di fuoco. 
Ma qui non si tratta di cento o di mille anni, si tratta dell'eternità, e cioè di patire per sempre gli stessi atroci tormenti che non avranno mai fine. 
Dice San Tommaso - la pena non si misura secondo la durata della colpa, ma secondo la qualità del delitto. 
L'omicidio, anche se si commette in un momento, non viene punito con una pena momentanea. 
Dice San Bernardino da Siena: Con ogni peccato mortale si fa a Dio un'ingiustizia infinita, essendo Egli infinito; e a un'ingiuria infinita spetta una pena infinita.

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