martedì 6 gennaio 2015

LA PENA DEL DANNO



La pena del danno


Gesù chiama gli abissi eterni: 

"Luogo di tormento" (Lc 16, 28). 

San Tommaso d'Acquino definisce la pena del danno come la 

"Privazione del Sommo Bene", cioè di Dio.

Quando un'anima entra nell'eternità, avendo lasciato nel

 mondo tutto ciò che aveva ed amava e conoscendo Dio così 

com'è nella sua infinita bellezza e perfezione, si sente 

fortemente attratta ad unirsi a Lui, più che il ferro verso una 

potente calamità. 

Riconosce allora che l'unico oggetto del vero amore è il Sommo 

Bene, Dio, l'Onnipotente. 

Ma se un'anima disgraziatamente lascia questa terra in uno 

stato di inimicizia verso Dio, si sentirà respinta dal Creatore: 

"Via, lontano da me, maledetta! nel fuoco eterno! preparato

 per il diavolo e per i suoi angeli!" (Mt 25, 41 ).

Aver conosciuto il Supremo Amore... sentire il bisogno impellente di amarlo e di essere riamati da Lui... e sentirsene respinti... per tutta l'eternità, questo è il primo e più atroce tormento per tutti i dannati.

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