domenica 4 gennaio 2015

LE PROVE DELLA RIVELAZIONE


Le prove della rivelazione

Dio ha voluto svelare all'uomo cose a lui misteriose. 

Nel Vangelo Gesù ha più volte ammonito con parole che non ammettono alcun fraintendimento, che arriverà nel tempo stabilito il giorno del Giudizio ed a ognuno sarà dato secondo giustizia; 

il premio per i buoni e il castigo per i malvagi. 

Che non sia facile percorrere la via del bene è lo stesso Gesù a svelarcelo. 

"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. 

Quanta stretta è la porta e angustia la via che conduce alla vita, e sono pochi quelli che la trovano!" (Mt 7,13-14). 

In quel tempo gli Ebrei credevano di aver diritto al Paradiso soltanto perché erano discendenti di Abramo, Gesù in un modo molto efficace li ammonisce: 

"Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti" (Mt 8,11).

Gesù instancabilmente ci esorta ad impegnarci in quanto "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7,21). 

Questo impegno deve portare inevitabilmente molti frutti altrimenti "Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco" (Mt 3,10). 

Sovente Gesù ribadisce il concetto della solerzia verso le cose di Dio: "Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano" (Gv 15,6). 

Il fuoco come castigo ricorre anche per gli operatori di scandali: "Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è bene per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geèna, nel fuoco inestinguibile" (Mr 10,43). 

La Geenna, o la Valle dell'Hinnom, era un luogo vicino a Gerusalemme dove si bruciavano le immondizie, ma anche il luogo dove al tempo del dominio cananeo venivano eseguiti sacrifici di bambini tramite roghi e che valeva come luogo di giudizio divino. 

Per coloro che non credono nell'esistenza dell'inferno attraverso la parola rivelata, ci sarà ancora qualche speranza di ripensamento? Gesù stesso ci risponde attraverso la parabola del ricco epulone: 

"Allora, Padre ti prego di mandare Lazzaro a casa da mio padre, perché ho cinque fratelli. 

Li metta in guardia, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: 

No, padre Abramo, ma se fra i morti qualcuno andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti" (Lc 17,27-30).

Nessun commento:

Posta un commento