lunedì 2 febbraio 2015

IL GRANDE GIORNO


Il gran giorno


Gesù ha annunciato molte volte questo giorno della sua glorificazione e da ultimo nel momento in cui compariva in veste di accusato davanti al tribunale del Sinedrio, che stava per condannarlo a morte: 

"allora il sommo sacerdote gli disse "Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio". "Tu l'hai detto - gli rispose Gesù - anzi vi dico: d'ora innanzi vedrete il figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza di Dio e venire sulle nubi del cielo" (Mt. 26, 64).

Ogni peccatore, peccando, lancia la propria sfida blasfema a Dio: "Ho commesso il peccato, e che cosa mi è successo di male?". Nella vita di molti è come se Gesù il figlio di Dio non fosse mai esistito e così vivono "separati da Cristo... senza speranza e senza Dio in questo mondo..." (Ef. 2, 12). 

Ebbene, è necessario che di fronte a tutta l'umanità il Cristo rivendichi la sua gloria, perché tutti dovranno riconoscere, tremando od osannando, che Egli è il Figlio di Dio, l'Onnipotente, proprio nell'atto stesso del giudizio in quanto sarà l'unico giudice del genere umano. 

"Il Padre non giudica nessuno: ogni giudizio l'ha rimesso al Figlio, affinché tutti lo onorino" (Gv. 5, 22). In quel giorno - scrive San Paolo - quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo, con angeli potenti e fuoco ardente, per punire quelli che non riconoscono Dio e quelli che non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. (II Tess. 1, 8) 

In quel giorno ci sarà il terrore dei peccatori e la consolazione dei giusti perché sarà il giorno dell'assoluta verità e dell'assoluta giustizia, per cui sia il peccatore che il giusto appariranno quali sono. 

Tutti vedranno di ciascuno fin nelle zone più inaccessibili della coscienza, ossia là dove si generano le azioni e dove ricevono il loro valore etico, e ogni azione verrà svelata col proprio nome e non con il valore che falsamente le attribuiva il peccatore sbagliandosi e ingannando gli altri. 

Ora la crudeltà non sarà più chiamata fortezza, e neppure la superbia in dignità così come la sensualità in dolcezza e neppure la mitezza in vigliaccheria e neppure la giustizia in prepotenza. Sarà il giorno della verità per ciascuno e per tutti, ognuno di noi comparirà come realmente è davanti a Dio, a se stesso, a tutti. 

Ognuno sarà giudicato secondo le sue opere buone o cattive: "il Figlio dell'uomo... renderà a ciascuno secondo le sue opere" (Mt. 16, 27)... "darà a ciascuno secondo le sue opere..." (Rm. 2, 6). A nulla serviranno i successi, gli onori, le cariche, le ricchezze, la scienza, la potenza economica se non hanno realizzato il bene. 

Quale sarà lo sconvolgimento nella scala delle umane grandezze! Nella gerarchia dei valori umani! Quanto di quello che si riteneva grano apparirà pula, e di quello che sembrava pula apparirà grano! 

Il carnefice e il martire, il calunniatore e il calunniato, il profittatore e la vittima, il prepotente e l'umile, il malvagio e l'onesto ritroveranno nella sentenza del giudice il giusto equilibrio di quel rapporto che era stato troppo a lungo alterato. 

Chi è tanto sicuro di sé per quel giorno quando dovrà apparire davanti al Redentore diventato giudice? "Che cosa potrò dire io, miserabile, a mia discolpa? Quale protettore potrò invocare in mio aiuto?... in quel momento quando a stento il giusto si sente sicuro?". 

San Pietro nella sua prima lettera scrive: "Se il giusto si salva a fatica, dove compariranno l'empio e il peccatore?".Con il trionfo di Gesù, ci sarà il trionfo dei buoni : 

"Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi" (Apoc. 7, 16-17).

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