martedì 10 febbraio 2015

MISTERO PASQUALE E LITURGIA


MISTERO PASQUALE E AZIONE LITURGICA

Ecco perchè ciò che noi cristiani celebriamo nell'azione liturgica non è un semplice ricordo di un avvenimento passato, ma la attualizzazione di un atto salvifico che continua a influire anche ora sulle membra del corpo di Cristo. 

Nella celebrazione liturgica non si ha dunque solamente un ricordo, ma anche una presenza; come pure una anticipazione del ritorno di Cristo: il chè significa che, nel medesimo tempo, noi aspettiamo questo ritorno e, partecipando alla pasqua del Signore, noi contribuiamo alla sua venuta.

Accenniamo ora al problema del carattere reale delle feste e delle celebrazioni cristiane: quando i testi liturgici usano il termine "hodie", vuol dire che oggi il gesto salvifico di Cristo, rievocato nella festa, viene realmente rinnovato?

Possiamo rispondere nel modo seguente: tutta la nostra vita cristiana - come si è appena detto - realizza il nostro passaggio "da questo mondo al Padre". 

Quando dunque noi celebriamo la Pasqua (nei tre giorni del triduo santo e nell'intero ciclo pasquale, come pure ogni domenica e in ogni sacramento), non celebriamo un avvenimento passato, ma un fatto presente, sempre attuale. 

Non è tuttavia l'atto storico del passaggio di Cristo che diventa presente, atto che è stato compiuto una volta per sempre; ciò che è attuale e avviene ora, è il nostro passaggio di membra del Cristo, passaggio che si compie ora sotto l'influsso e la'azione attuale di Gesù che è passato una volta per sempre "da questo mondo al Padre" (Gv 13,1).

Quanto si può affermare della celebrazione pasquale non si può dire nel medesimo modo delle altre feste, anche se esse pure usano l'"hodie", se non nella misura in cui queste sono momenti particolari o aspetti del mistero pasquale. Ad esempio il Natale. 

E' la festa della nascita umana del Figlio di Dio. Ebbene, mai nella sacra Scrittura si afferma che noi dobbiamo partecipare a questa nascita, così come viene invece detto che dobbiamo partecipare alla morte-risurrezione di Cristo. Non è alla nascita umana di Cristo, ma alla sua nascita divina che noi veniamo associati.

Occorre ricordare come, storicamente, la celebrazione della iniziazione cristiana abbia dato una dimensione di particolare attualità alla commemorazione annuale del mistero di morte e risurrezione di Cristo che veniva vissuto nel "passaggio" dei catecumeni alla vita nuova.


Inoltre, l'adesione interiore a questo "passaggio" del Signore, non è semplice atto individuale, ma un fatto universale, ecclesiale, causato da un intervento attuale di Cristo che agisce ora, oggi, per mezzo dei gesti sacramentali della sua Chiesa, per la trasformazione e la risurrezione del mondo.

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