venerdì 6 marzo 2015

PURIFICAZIONE E RINNOVAMENTO


Purificazione e rinnovamento

La parola di Dio ci affida, dunque, un appello pressante destinato a tutti i figli della Chiesa: 

bisogna pentirsi dei peccati e liberarsi dal peccato. Il popolo cristiano non riconosce più il suo vero nemico, il padrone che lo tiene schiavo, solo perché si tratta di una schiavitù dorata. 

Molti che parlano di peccato hanno di esso un'idea del tutto inadeguata; 

hanno finito per identificarlo, in pratica, con la posizione dei propri avversari politici o ideologici: il peccato è «a destra», o il peccato è «a sinistra». 

Ma vale anche del regno del peccato quello che Gesù disse del Regno di Dio: 

Quando vi dicono: Il peccato è qui, o: il peccato è là, non credeteci, perché il peccato è dentro di voi! (cf Lc 17, 21). 

Molti cristiani sono caduti, riguardo al peccato, in una specie di narcosi: frastornati dai mass media e dalla mentalità del mondo, non lo avvertono più. 

Scherzano con la parola «peccato», quasi fosse la cosa più innocente del mondo; ci vivono insieme senza paura per anni e anni; non sanno più, in realtà, che cosa è il peccato.

Quando Dio parla agli uomini di pentimento e di purificazione dai peccati, è perché li vuole felici, non infelici; vuole la vita, non la morte. 

È un dono, perciò, che fa, non un peso che impone. 

Un movimento penitenziale autenticamente cristiano ed evangelico deve recare sempre quest'impronta positiva di amore alla vita, di gioia, di slancio. 

La sincera contrizione è la via più sicura alla «perfetta letizia». Il peccato è il primo responsabile della grande infelicità che regna nel mondo.

Che il Signore faccia ascoltare presto anche a noi quella consolante parola: «Ecco, io ti tolgo di dosso il peccato! ». 

Allora sarà per noi davvero Pasqua, avremo compiuto il «santo passaggio» e potremo fare nostre con verità le parole della liturgia pasquale ebraica e cristiana:


«Egli ci ha fatti passare: dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla redenzione. Perciò diciamo davanti a lui: alleluia! ».

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