venerdì 3 aprile 2015

IL SIGNORE RISORTO POTENZA DELLO SPIRITO


Il Signore risorto potenza dello Spirito

La koinonia ecclesiale trova il suo fondamento nella partecipazione alla koinonia divina e l'evento pasquale è il passaggio tra la koinonia trinitaria e quella ecclesiale.

In effetti, la storia delle origini della Chiesa ha mostrato che l'umanità nata da Cristo è una umanità riconciliata, riunita.

Luca ci ha presentato la comunità di Gerusalemme come la prima realizzazione della vita trinitaria in terra. L'intero libro degli Atti, quale libro della Chiesa, è la narrazione della progressiva dilatazione della comunione, quale tratto caratterizzante la nuova umanità. 

A Gerusalemme vi è la ricomposizione dell'unità tra tutti in un'anima sola e un cuore solo. La comunione appare come un dato fondamentale e costitutivo dell'esistenza cristiana. L'armonia umana come dato originario dell'umanità, poi lacerata dall'egoismo, dalla gelosia, dall'incapacità di mutuo intendimento - quale frutto della disunità con Dio causata dal peccato - è ristabilita nella novità dell'unità operata da Cristo.

Paolo collega esplicitamente la koinonia fraterna tipica della comunità cristiana con la redenzione. L'Apostolo, attraverso la predicazione della buona novella, rende noto che se ora non siamo più popoli stranieri e nemici, lo dobbiamo al fatto che Cristo ci ha riconciliati "per mezzo della morte del suo corpo di carne" (Col 1, 22).

 "Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia" (Ef 2, 14-16). 

Nel suo mistero di morte e risurrezione, Cristo ha ricreato l'unità spezzata dal peccato: unità degli uomini col Padre e, conseguentemente, unità degli uomini tra di loro. La riconciliazione con Dio (cf. 2 Cor 5, 18-21) frutta la riconciliazione fraterna.

Sulla croce egli ha tutto ricapitolato (cf. Ef 1, 10). La realtà dell'incarnazione e la radicalità della discesa hanno consentito al Figlio di Dio di assumere tutto ciò che è umano, rendendolo solidale con la nostra storia e con tutte le sue connotazioni di drammaticità e di peccato. Di conseguenza, nella sua ascensione può trascinare tutto con sé perché tutto gli appartiene, e diventare così "pleroma" (cf. Ef 4, 7-10).

La croce si colloca al cuore di questo itinerario del Cristo perché proprio lì, sulla croce, egli ha consumato il rapporto di unità profondo con l'umanità. Nell'innalzamento sulla croce - che è insieme morte, risurrezione e ritorno al Padre - egli attrae tutti a sé (cf. Gv 12, 32), facendo tutti uno fra loro. I Padri e i mistici hanno letto il mistero che lì si stava consumando in chiave di mistico sposalizio tra il Cristo Sposo e l'umanità-Chiesa sposa.

Innestati in Lui mediante il battesimo, che ci introduce nel suo mistero di morte e risurrezione e ce lo comunica, formiamo il suo corpo. La comunione con Cristo si risolve nella Chiesa-comunione. La comunione è quindi il frutto dell'opera redentrice di Cristo: nel riconciliarci con Dio, ci ha riconciliati gli uni con gli altri.

In una Chiesa-comunione, frutto del mistero pasquale, la comunità religiosa appare come segno eloquente di quanto la Pasqua di Cristo ha operato. In essa, mediante la consacrazione, si radicalizza l'inserimento in Cristo.

La consacrazione religiosa in effetti, come ha insegnato il Concilio Vaticano II, si colloca nella linea di proseguimento della consacrazione battesimale e come sua radicalizzazione (cf. PC 5a). 

La vita religiosa vuole semplicemente "poter raccogliere più copiosamente il frutto della grazia battesimale" (LG 44a). Essa si presenta tutta incentrata sul mistero pasquale, in quanto vita di sequela radicale di Cristo e partecipazione al suo stesso destino.

Nel documento della SCRIS che sintetizza gli Elementi essenziali dell'insegnamento della Chiesa sulla vita religiosa, leggiamo al riguardo: 

"La consacrazione religiosa stabilisce una particolare comunione tra il religioso e Dio e, in lui, tra i membri di uno stesso Istituto. Questa comunione è l'elemento basilare che costituisce l'unità della famiglia religiosa". Dopo aver elencato i fattori di ordine sociologico che contribuiscono a costruire e rafforzare l'unità, continua dicendo che "suo fondamento, tuttavia, è la comunione in Cristo stabilita dall'unico carisma originario. 

La comunione affonda le sue radici nella stessa consacrazione religiosa.


Poiché la comunità religiosa è una comunità pasquale, per cogliere più intimamente il mistero profondo che la anima converrà proseguire nell'approfondimento dell'evento pasquale. 

Di esso cercheremo di cogliere due aspetti in particolare: l'annientamento (kenosis) di Gesù in croce e la sua presenza di Risorto.

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